di Sandro Renzi

Incognita Udc. Cosa farà il partito di Cesa e cosa farà il decano del Consiglio comunale, Carlo Del Vecchio, in vista delle amministrative? Impensabile approdare nel quarto polo di Fermani e Cencetti dopo che quest’ultimo ha sbattuto la porta e dall’Udc se n’è andato tagliando i ponti. Improbabile pure un approdo nel terzo polo, quello del civico Vesprini, che nell’aprire le porte della sua coalizione al centrodestra avrebbe chiaramente chiesto ai partiti di rinunciare al simbolo ed alcune figure “storiche” che in Consiglio per anni ci sono state, e Del Vecchio sarebbe tra queste, nel nome di un processo di rinnovamento, più o meno totale, della classe dirigente, nel quale non sono però coinvolte altre figure che hanno abbracciato o riabbracciato il civismo nei mesi scorsi.

Passi indietro li hanno già fatti Andrea Agostini (FdI), oppure Marco Marinangeli (Lega) e Maria Lina Vitturini (FdI), entrambi impegnati su altri fronti istituzionali. Non saranno della partita. Ci saranno invece l’ex leghista Renzo Petrozzi, tornato civico, Giuseppe Catalini e Fabio Bragagnolo. Anche loro, però, personaggi che da qualche decennio militano nell’agone politico sangiorgese e tra i banchi o dell’opposizione o della maggioranza ci sono stati. Loro saranno della partita. Certo è che l’accordo con FdI non da tutti i civici è stato ben digerito. Qualcuno ha scelto di andarsene. E’ il caso di Giacomo Fagiani che ha affidato ad un post le motivazioni che lo hanno spinto ad abbandonare il progetto Vesprini. «Progetto politico iniziato civico e terminato con una presenza importante di partiti nazionali di destra. Il sottoscritto si dichiara ufficialmente fuori, in quanto le condizioni iniziali sono venute a mancare» scrive Fagiani. Non sarebbe però l’unico ad aver lamentato l’arrivo di Fratelli d’Italia ora e di Fi e Lega prima. Segno che Vesprini dovrà nei prossimi mesi convivere con una frangia interna di persone quanto meno critiche rispetto alla presenza dei partiti senza simbolo, pronti a far pesare la loro presenza magari  nel momento meno opportuno, ovvero la composizione della giunta se  l’ex assessore allo sport dovesse vincere le elezioni. Il cerchio della alleanze va comunque chiudendosi anche perché sembra sempre più probabile che si voterà alla fine di maggio, contagi permettendo ovviamente. E se Articolo Uno, a sinistra, deve ancora sciogliere la riserva rispetto all’ipotesi Gramegna proposta dal Pd ma di cui contesta la modalità con la quale i dem sarebbero arrivati a individuare la figura dell’assessore ai servizi sociali come candidato sindaco, Italia Viva sembrerebbe ormai vicina ad appoggiare l’attuale vicesindaco.

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