di Sandro Renzi

Più che sul bilancio e il programma delle opere pubbliche i riflettori erano accesi stasera in Consiglio comunale sull’ottavo punto all’ordine del giorno, quello relativo alla variante al Prg che deve dare la stura al progetto di riqualificazione dell’ex cinema Excelsior. Alla vigilia del confronto si paventava infatti la mancata tenuta della maggioranza di centrosinistra su questo argomento, visti anche alcuni mal di pancia mai sopiti. Compatta l’opposizione nel criticare l’operazione, fortemente ricercata invece dal sindaco Loira per ricucire quella che lo stesso primo cittadino ha sempre definito una ferita aperta per il cuore di Porto San Giorgio. Ed ottenuta al termine di un lungo lavoro fatto di tanta diplomazia e di incontri riaperti dopo una lunga vertenza giudiziaria che aveva riconosciuto la proprietà privata dell’immobile. Se a questo clima da fine mandato e da avvio della campagna elettorale, si aggiunge l’incognita relativa al voto e alle scelte del nuovo gruppo Centro Civico, di cui fa parte anche il presidente Catalini, si può intuire perché su questo argomento la minoranza riversasse aspettative politiche.

Insomma tutti gli ingredienti per tenere la maggioranza col fiato sospeso. Bilancio e opere pubbliche, gli ultimi dell’era Loira, nonostante le critiche della Vitturini (FdI), di Senzacqua (Lega), Del Vecchio (Udc) e Bragagnolo (Centro Civico) sono passate alla fine a maggioranza col voto favorevole di 9 consiglieri.  E’ stata poi la volta della variante per l’ex cinema di piazza Marina. Ad illustrare i dettagli dell’operazione, che vede Comune e privati sottoscrivere una convenzione ad hoc, è stato il sindaco Nicola Loira. Convenzione che di fatto consente ai privati di intervenire con un cambio di destinazione d’uso da alberghiero a zona di completamento residenziale anche nell’area di via XX Settembre a ridosso dell’hotel Timone. «Il volume dell’ex cinema viene mantenuto invariato a fronte di una variante urbanistica con cui si concede ai privati il cambio di destinazione d’uso di un lotto in via XX Settembre» ha rimarcato il sindaco. Resta immutata la facciata in quanto vincolata dalla Soprintendenza. Come anticipato da Cronache Fermane, la convenzione prevede altresì che i privati realizzino una sala polifunzionale di 144 mq (100mila euro per gli arredi) nell’ex cinema e sistemino piazza Marina con circa 180mila euro. «Inoltre abbiamo stabilito che i lavori debbano iniziare entro due anni dall’approvazione definitiva della variante, altrimenti il tutto decade» ha aggiunto Loira. 

Fabio Senzacqua

Per la Lega ed il suo capogruppo Senzacqua però «la variante è una scelta che ricadrà politicamente su questa Amministrazione e su una maggioranza che di fatto stasera non esiste più, divisa». La minoranza e Senzacqua hanno sottolineato inoltre che in questa operazione sia stato chiesto troppo poco in termini di opere compensative ai privati. «Si pensi a quanto verserà ad esempio al Comune la proprietà dell’ex Miramare, ovvero 700 mila euro, per il cambio di destinazione d’uso». A difesa della convenzione l’intervento di Antonello Cossiri del Pd. «Diversamente, qualunque altra soluzione lascerebbe questo edificio così com’è per un altro trentennio» ha paventato il consigliere dem, Sulla stessa lunghezza d’onda anche Catia Ciabattoni del Pd. «Tra tre anni avremo un cinema che la città non ha, la sala polifunzionale sarà attrezzata infatti anche a questo scopo. Sono orgogliosa che l’Amministrazione comunale porti a termine questa operazione». Per Fabio Bragagnolo (Centro Civico) «la sala polifunzionale deve essere ceduta subito al Comune e non in concessione per 89 anni». Renzo Petrozzi, del medesimo gruppo civico, ha rimarcato se vi fossero le condizioni per procedere con l’esproprio del cinema o in alternativa lasciare addirittura invariato, nella sua destinazione, quella per l’appunto di cinema, tutto l’immobile. Anche Maria Lina Vitturini (FdI) ha insistito sull’ipotesi esproprio sottolineando che «la sala polifunzionale e la riqualificazione di piazza della Marina, quest’ultima a scomputo degli oneri di urbanizzazione, risultano insufficienti per giustificare la firma della convenzione». Per il capogruppo del Pd, Giacomo Clementi  «questo accordo è il frutto di una mediazione che persegue lo scopo di tutelare l’interesse della città».

L’Udc, col capogruppo Carlo Del Vecchio, ha sottolineato che «l’esproprio si poteva fare come è stato fatto per l’area dell’ex Grand Hotel. Con questa convenzione diamo uno schiaffo ai sangiorgesi». Renato Bisonni della lista Psg a Sinistra, punzecchiato da Del Vecchio che lo aveva invitato a non votare la variante, ha invece confermato il suo voto favorevole. «Tutta la città ci chiede di risolvere la questione, si tratta di una operazione che va fatta nell’interesse della città stessa, il mio voto è favorevole, forse venti anni fa non lo avrei fatto, ma adesso stiamo concludendo un percorso nel bene della città ed indipendentemente dall’interesse del privato». Nella replica Loira ha parlato chiaramente di «avvio della fine di un incubo. Rimarginiamo una ferita. Paragonare la vicenda dell’ex cinema Excelsior ad altre situazioni è inverosimile. Questo accordo punta a sanare due aree della nostra città. Non c’era più tempo da perdere e condivido un punto di chi ci ha aspramente criticato, ovvero l’ex cinema Excelsior ci costa. E’ costato 52mila euro di spese legali e 207mila euro per l’ostinazione di voler essere rientrati in possesso dell’immobile. Queste sono le spese sostenute per la messa in sicurezza anche dopo il crollo del tetto». Dopo due ore e mezzo di confronto a tratti anche acceso, l’atteso verdetto del Consiglio comunale: variante approvata a maggioranza con 9 favorevoli e 8 contrari.

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