di Matteo Malaspina

Buon compleanno Porto Sant’Elpidio. A spegnere le 70 candeline (1952-2022) ieri sera c’era tutto il Gotha delle istituzioni fermane e un Teatro delle Api gremito in ogni ordine di posto. E nemmeno la pioggia e la finale di Champions League sono riuscite a rovinare la festa della seconda città della Provincia di Fermo, che in questi 70 anni è «cresciuta lentamente, come noi marchigiani siamo abituati a fare, ma in maniera armoniosa mantenendo però le tradizioni e le abitudini di un tempo» come ha detto dal palco il direttore artistico del teatro e personaggio di spicco portoelpidiense, Neri Marcorè. Un Marcorè che ha ripercorso la sua infanzia tra le campagne della Faleriense, in una provincia che gli ha dato lo slancio per affermarsi ma da cui è difficile staccarsi: «Quando mi hanno chiesto di fare il direttore artistico non ho potuto dire di no. Qua abita la mia famiglia e ci sono cresciuto».

Neri Marcorè sul palco del Teatro delle Api

Una serata che è trascorsa tra i racconti di chi Porto Sant’Elpidio l’ha vista nascere tra tante difficoltà, come Alfio Ripa, vicesindaco negli anni ’50, ma anche gli aneddoti di chi di Porto Sant’Elpidio non è natio ma che si è visto accogliere con amore. Come la signora Pia Maranesi, 100 anni e tanto entusiasmo quando parla della città dal “mare bello” che l’ha ospitata, riuscendo a strappare anche una promessa al sindaco Franchellucci di farsi asfaltare il tratto di strada davanti casa. O come Vittorio Ottavianoni, storico operaio comunale e Jimmy Zira, arrivato dall’Albania con il gommone e che a Porto Sant’Elpidio si è integrato alla grande lavorando nel settore dell’edilizia.

Una carrellata di foto storiche, le poesie di Martellini e le voci celestiali di Doralia e Irene Laslo hanno emozionato il pubblico, guidato in un viaggio nel tempo dai due conduttori della serata, Wais Ripa e Paolo Paoletti.

Non solo lacrimoni di emozioni ripensando al passato, ma anche risate ed entusiasmo con i ragazzi del FantaSanremo, diventato un fenomeno prima nazionale e poi europeo grazie alla ”pazzia” di “quelli di Bar Papalina” alla Corva.

Non poteva mancare la politica e i primi cittadini che hanno fatto grande la città, in riga sul palco per prendersi gli applausi dai loro concittadini. Sindaci in carica negli anni ’70 fino ad arrivare ai più recenti eletti dopo il 1993 con elezione diretta come Valeria Montecassiano, una delle due sindache donne nel fermano, Paolo Petrini, Mario Andrenacci fino ad arrivare all’attuale Nazareno Franchellucci.

La fotografia finale della serata è dedicata alla solidarietà. Quel senso di comunità emerso durante il periodo della pandemia che ha visto collaborare tutte le realtà cittadine per fare fronte all’emergenza. Dalle associazioni di quartiere, alla Polizia Locale, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, ai medici di base, le farmacie, la Protezione Civile e, soprattutto, la Croce Verde nella persona del presidente Ezio Montevidoni: tutte premiate dalla Prefetta Vincenza Filippi (premiata anche lei) per l’impegno e la tenacia che in quei mesi hanno messo in campo a favore dei cittadini portoelpidiensi.

«Abbiamo voluto raccontare gli elementi più importanti della nostra storia, aggettivando quelle che sono le caratteristiche principali della nostra città – commenta il sindaco Franchellucci che insieme all’amministrazione e all’assessore Patrizia Canzonetta hanno organizzato la serata – perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra memoria storica, orgogliosi di essere cittadini portoelpidiensi».

Nicolò Peroni (Papalina) e Patrizia Canzonetta

Alfio Ripa

 

I sindaci di Porto Sant’Elpidio

 

Nicolò Peroni, alias Papalina, ed una delegazione dei ragazzi del Fantasanremo

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