
Casi Covid in aumento. Il Pronto soccorso e i sanitari delle pubbliche assistenze sono allo stremo. La crescita registrata in queste ultime settimane, come già dichiarato nei giorni scorsi da Alessandro Valentino, primario proprio del Pronto soccorso, sta mandando in grande affanno il sistema emergenziale nel Fermano, quello che parte dalle ambulanze e arriva alla porta d’ingresso del Murri.
Ieri sera, ad esempio, dalle 22 alla mezzanotte è stato un viavai di ambulanze al Murri. E in alcuni casi le pubbliche assistenze hanno dovuto attendere circa 45 minuti prima di consegnare i pazienti trasportati nelle mani dei medici del Pronto soccorso, impegnati a gestire decine e decine di ingressi, per qualsiasi tipo di sintomatologia (perché nel quadro complessivo del sistema emergenziale non esiste certamente solo il Coronavirus, si va dalle fratture agli ictus, dalle ustioni alle ferite, tanto per citare solo una semplice casistica, una lista sommaria di una giornata ‘qualsiasi’ al Pronto soccorso).
Crescita di casi Covid, si diceva, (solo ieri dieci in poche ore) ma anche un’impennata di presunti tali, insomma di sospetti contagi da Coronavirus. E così andirivieni di ambulanze all’ospedale. Dall’altra parte della porta di ingresso i medici e gli infermieri del Pronto soccorso, senza sosta, per cercare di arginare l’ondata di attese e ricoveri. Impresa quasi impossibile considerando il gap sul fronte personale che, ormai, ci si passi il termine tecnico-scientifico (più che opportuno in questo caso) è a dir poco incancrenito. Accessi e richieste di assistenza a non finire. I militi (e il grosso è fatto di volontari, bene ricordarselo) delle pubbliche assistenze sono allo stremo. In presenza di sospetti Covid, infatti, ormai è noto, devono presentarsi con indosso tutto l’abbigliamento protettivo. E con queste temperature c’è anche chi ha accusato dei lievi malori.
«I numeri, obiettivamente, sono in aumento. Questa notte c’è stato il ricovero di una paziente Covid in Rianimazione. Attualmente un’altra paziente ha una grave polmonite da covid-19, trattata con ventilazione non invasiva che andrà ricoverata in Malattie Infettive. Purtroppo sembra che la gravità dei casi sia in costante peggioramento». E a riprova dell’impennata di contagi c’è anche la decisione dell’Area vasta 4 di chiudere temporaneamente la Rsr di Porto San Giorgio anche per il contagio di alcuni operatori sanitari.














