«Le tante reliquie, corpi santi, oggetti presenti nelle nostre chiese e musei hanno ciascuno una storia e un significato che è cambiato nel corso degli anni e solo conoscendola possiamo capire cosa stiamo davvero guardando». È per questo motivo che nel Museo diocesano di Fermo dove è custodita una preziosa casula ricamata in oro appartenuta a San Tommaso Becket, questo pomeriggio alle ore 18 si svolgerà un evento con lo scopo di rendere fruibile ad un pubblico di non addetti una prima parte della conoscenza necessaria ad apprezzare gli oggetti artistici o di culto che fanno parte del nostro patrimonio artistico nazionale.
La conferenza sarà il sequel dello spettacolo andato in scena venerdì al sagrato del Duomo di Fermo dal titolo “La Bilancia di Dio”, scritto e interpretato da Alice Salvoldi e musicato da Maurizio Picchiò, artista internazionale e fondatore del gruppo di musica antica Micrologus. Il dibattito dal titolo “Resti di umanità, frammenti di eternità. Cosa resta di Becket?” alternerà e intreccerà alle spiegazioni del lavoro di ricerca del dottor Pomi dei momenti di narrazione della storyteller Alice Salvoldi, che prende il via dalla storia del corpo di Thomas Becket subito dopo il suo martirio e prosegue con la nascita del culto del santo. La narrazione avverrà in modo evocativo e coinvolgerà, come a teatro, l’immaginazione dell’ascoltatore nel dipingere personaggi e situazioni.
Questo momento di arricchimento culturale sarà gratuito ed in caso di maltempo si svolgerà nell’oratorio di San Domenico.















