di Matteo Malaspina

Sant’Elpidio a Mare è una città di arte e cultura, uno dei borghi più belli del fermano che si snoda tra piccoli vicoli medioevali e chiese affrescate. Ma da qualche anno a questa parte, Sant’Elpidio è diventato anche il paese del vino, delle piccole cantine a conduzione familiare e del festival che promuove il nettare degli dei, Enosophia, divenuta tappa del Grand Tour delle Marche organizzato da Tipicità con la partnership di Banca Mediolanum. In effetti, basta guardarsi intorno, in questo paese dove il panorama è un richiamo continuo per chi viene in visita, dove tutto profuma di natura e intimità. Un territorio che sposa bene l’idea di enoturismo che il direttore di Tipicità Angeli Serri e il responsabile organizzativo Alberto Monachesi hanno lanciato insieme al comune di Sant’Elpidio a Mare e ad un partner come l’associazione Di Arte in Vino di Marino Calvigioni. Un percorso che ieri, una trentina di persone, hanno intrapreso partendo dalle colline pettinate elpidiensi, dove si estendono i 14 ettari dell’azienda vitivinicola Santa Liberata. Un azienda all’avanguardia, che ha investito nella sostenibilità ambientale in tempi non sospetti con un sistema di irrigazione innovativo controllato da centraline e da un’app.

Giorgio Savini e Angelo Serri

Il vigneto di uva di Montepulciano è curato con passione ed amore da Giorgio Savini e dalla nipote Martina, terza e quarta generazione di una conduzione familiare iniziata durante la Seconda Guerra Mondiale e arrivata, oggi, a possedere più di 70 ettari di vitigni tra Lido di Fermo, Petritoli e Sant’Elpidio. Nel vigneto elpidiense di Savini, gli ospiti hanno gustato un vino rosato e un bianco chiamati ”Bizzarro” in virtù del fatto che sono delle bollicine soggetti a cambiamenti di sapore nel tempo perché l’uva viene raccolta prematuramente e matura il suo processo all’interno della bottiglia.

E tra un bicchiere e l’altro, una focaccina deliziosa ha accompagnato gli ospiti all’orario di cena dove ci si è spostati verso il ristorante ”La Locanda dei Matteri” della chef Barbara Settembri, incastonato tra le mura storiche della città e con una vista mozzafiato sulle colline fermane e sui Sibillini. Qui, i commensali hanno potuto gustare i piatti tipici del territorio minuziosamente preparati dalla Lady Chef elpidiense, intrisi di tradizione e di un pizzico di inventiva data anche dalle verdure di Sbrolla e dalla carne di Ciriaci, protagonisti dei piatti gourmet. Ad accompagnare il tutto due vini: un ancestrale della giovane azienda Luci di Mezzo, bollicina delicata e fine, e un rosso molto corposo dell’azienda Agostino Romani. Vini apprezzati anche dal sommelier Gianni Strovegli, rimasto colpito dal gusto e dal sapore.

«Un’iniziativa lodevole che riprende il messaggio sul vino e sulla vite dell’enologo Andrea Bacci, natio di Sant’Elpidio a Mare» commenta il presidente dell’Assoenologi, Giuliano D’Ignazi.

«Il primo bicchiere è per la sete, il secondo per la gioia, il terzo, per il piacere e il quarto per la follia» ha brindato il sindaco Alessio Pignotti, che debutta con questo evento nell’universo di Tipicità, citando Apuleio. E anche se i brindisi in questa giornata sono stati molti, alla follia nessuno ci si è spinto, fermandosi al piacere di un evento che ha unito gli appassionati del vino a Sant’Elpidio a Mare.

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