
«Quanti pensavano che fosse sufficiente qualche conferenza stampa dai toni enfatici sulle iniziative pro-inclusione, o la lista delle opere pubbliche, in parte realizzate ed alcune cancellate, per vedere risolti risolti i problemi di un quartiere nato male e gestito peggio, ha peccato di ingenuità». Il comitato Co.r.t.a. da Lido Tre Archi torna a far sentire la propria voce.
E si torna a puntare l’indice contro «lo spaccio a cielo aperto in ogni ora del giorno, l’insediamento di bande di immigrati sempre più organizzati e spregiudicati nell’occupazione di case sotto esecuzione, spaccio diffuso, danneggiamento degli immobili rendendo la vita impossibile ai residenti. Non ci fa piacere dire che l’avevamo detto e previsto. Non siamo stati ascoltati, anzi di più, hanno tentato l’emarginazione, ma hanno fatto errori madornali che ora tornano a chiedere il conto. In primo luogo il “controllo di vicinato” organizzato dall’assessore alla sicurezza del Comune con la mail, invece che, come in tutto il Paese, con il gruppo WhatsApp. Forse sarebbe servito in luogo dell’inutilità dell’attuale. Poi il delegato alla sicurezza depotenziato e nei fatti inutilizzato. Soprattutto il rifiuto della collaborazione di cittadini da parte del sindaco, chiuso nella sua torre, interessato solo al consenso elettorale. Ecco allora che tutto torna, anzi può solo peggiorare».














