Fabrizio Cesetti

Si scalda la politica in vista del voto del 25 settembre. Si scalda anche in casa Pd, partito che domani sarà chiamato al direttivo nazionale per decidere la linea da assumere in vista del voto e della composizione delle liste. E il consigliere regionale dem, Fabrizio Cesetti, sembra proprio avere le idee ben chiare: «No a Di Maio, no ai fuoriusciti da FI». Un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni, quello che l’ex assessore regionale al Bilancio lancia alla volta dei vertici nazionali del suo Partito, a partire dal segretario Letta a cui Cesetti rinnova la fiducia. Una linea, quella del consigliere regionale, che sembra trovare consensi tra i suoi compagni di Partito. Dunque il Pd è chiamato a fare una scelta non facile. Restare puro e duro, pur nella linea del ‘campo largo’, o aprire a Di Maio e ai vari ex forzisti?
«Lo vado dicendo da mesi, e non era difficile prevederlo dopo che Grillo aveva riaffermato il “limite dei due mandati”, ed ho avuto modo di ribadirlo venerdì 22 luglio al commissario, l’onorevole Alberto Losacco: se Luigi Di Maio, che per oltre un decennio ha sparato ad alzo zero contro il Pd ed il centrosinistra ed è stato, con la sua intempestiva quanto opportunistica scissione, l’improvvido corresponsabile dello “sparo di Sarajevo”, oltreché autore di inenarrabili invettive contro il Parlamento e l’Europa, ed arrivando addirittura a proporre l’impeachment per il Presidente Mattarella, verrà candidato nella lista ‘aperta’ del Pd, per molti di noi sarà un fatto inaccettabile e di sicuro lo sarà per me. Lo stesso, per altre e diverse ragioni, vale per i ministri fuoriusciti da Forza Italia.
Bene, invece, il “campo largo”, e meglio ancora sarebbe “allargare il campo”, ma ciascuno faccia la sua parte con ciò di cui dispone, e soprattutto dimostri di cosa sia capace affinché si possano vedere “gli occhi della tigre”. Il Pd – il punto fermo di Cesetti – faccia il Pd per mettere, insieme, in campo un progetto politico e programmatico che sappia unire e parlare al Paese, con forti proposte sul tema delle diseguaglianze, in uno dei momenti più difficili della sua storia.
Per quel che ci riguarda dobbiamo farlo a partire dalla “agenda” del Pd e del centrosinistra scritta in anni di impegno e di responsabilità in ogni angolo del Paese. Una responsabilità che il segretario Enrico Letta da sempre ha saputo interpretare e rinnovare».

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