
Sandro Vallasciani
«I conti del comune di Fermo sono in ordine? Si…ma non troppo». A fare le pulci ai numeri del Comune è Sandro Vallasciani, capogruppo Pd in Consiglio comunale.
Per l’esponente dem «la salvaguardia degli equilibri di bilancio del comune di Fermo per il corrente esercizio finanziario, è di per sé atto tecnico dovuto ed obbligo di legge. In via semplificativa lo stesso si raggiunge quando la somma dei primi 3 titoli delle entrate è pari il titolo primo della spesa corrente a cui va aggiunta la spesa per l’ammortamento dei mutui.
Ovviamente l’equilibrio è raggiunto ma solo con l’utilizzo di entrate non ricorrenti come una quota consistente dell’ avanzo di amministrazione e una quota dei proventi da oneri urbanizzazione.
Paradossalmente in mancanza della disponibilità sia dell’avanzo che degli oneri di urbanizzazione si avrebbe un saldo negativo di – 3.700.000 quindi un disequilibrio finanziario. Poiché questo è ricorrente negli anni, la gestione finanziaria dell’ente si connota per un deficit strutturale tra le entrate e le uscite che si copre di anno in anno con risorse una tantum o straordinarie. Il bilancio di previsione 2022, approvato in tempi record a fine 2021, quando ancora non si avevano accertate molte delle principali voci di entrata, ha già dato luogo a tre variazioni di bilancio di consiglio, 19 di competenza della giunta di 7 per prelevamento dal fondo di riserva. Oltre a queste variazioni di bilancio si aggiungono ulteriori 6 di competenza del dirigente del settore finanziario. Sono certamente convinto che da qui a fine anno ce ne saranno molte altre».
«A riprova della frenetica attività di rettifica dei documenti finanziari – l’affondo di Vallsciani – si rileva che la spesa corrente è passata dai 47.452.000 del bilancio di previsione a circa 53.517.000 con il presente provvedimento. Le entrate correnti invece passano dai 49.096.000 della previsione ai 51.945.000 di oggi.
Appare chiaro che stante la situazione di difficoltà che si sta attraversando, i rincari previsti sia per i costi energetici che per quelli per il cibo, ci si dovrebbe orientare più al contenimento della spesa sia attraverso l’efficientamento dei costi che mediante l’abbattimento dei consumi».
Ed ecco il richiamo di Vallasciani «alla cautela nell’avvio di nuove iniziative e programmi in virtù del fatto che gli accertamenti positivi delle entrate fin qui riscontrati non abbiano a diminuire sensibilmente in ragione dei disagi che affronteranno i cittadini nell’imminente autunno. L’oculatezza della spesa è una virtu’ che il comune di Fermo non può disattendere anche nell’espletamento delle attività di carattere culturale e di spettacolo. Ha senso fare tre manifestazioni in contemporanea nello stesso giorno in città come accaduto con il carnevale di Lido, il jazz a piazzale Azzolino e il Bababoom festival a Marina palmense? Tra l’altro quando un Comune limitrofo aveva in essere un’altra importante manifestazione? Io credo di no. In ogni caso le manifestazioni estive hanno un costo indicativo di oltre 300.000 euro, cifra questa importante che però non si allinea con il contingente periodo di difficoltà. Ci aspettano tempi duri, serve più cautela».














