di Sandro Renzi

Fare il sindaco è un impegno a tempo pieno. Anche quando si ha a che fare con Comuni piccoli se paragonati alle città capoluogo del nord Italia, ma dove comunque non mancano i problemi e le criticità da risolvere. Non c’è più differenza tra giorni festivi e giorni feriali. Telefono sempre acceso, e poi riunioni, incontri, tagli del nastro, briefing, giunte, rapporti da coltivare e da gestire. Una posizione scomoda, a maggior ragione ora, per i primi cittadini e i loro assessori, stretti tra crisi economica, covid, bilanci in rosso. C’è chi per non limitarsi a fare i compiti a casa, volendo amministrare bene il suo Comune, si è visto costretto a lasciare temporaneamente il posto di lavoro o ad accantonare la professione: occuparsi di una comunità richiede dedizione.

Sarà anche per questo motivo che a dicembre scorso il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022/2024 ha previsto un incremento delle indennità di funzione dei sindaci metropolitani e dei sindaci dei Comuni ubicati nelle regioni a statuto ordinario, parametrandola al trattamento economico complessivo dei Presidenti delle Regioni (attualmente pari a 13.800 euro lordi mensili). Ovviamente tenendo conto della popolazione.  Si tratta sostanzialmente di quattro incrementi. I primi due sono scattati tra dicembre e gennaio, il terzo scatterà a gennaio 2023 e l’ultimo entrerà in vigore a gennaio 2024. Sono cifre importanti, alla fine, che fanno lievitare la “busta paga” anche di 18oo euro lordi mensili. In una realtà come Porto San Giorgio al sindaco Valerio Vesprini viene quindi riconosciuta una indennità lorda di 3.396,88 euro al mese che diventeranno 3.707 euro nel 2023 e ben 4.140 euro mensili nel 2024. Non va neanche male agli assessori: attualmente Carlotta Lanciotti, Giampiero Marcattili e Alessandra Petracci percepiscono 1.528,60 euro lorde al mese. A regime l’importo sarà adeguato e passerà a 1.863 euro lorde mensili. Al vicesindaco la norma riconosce una indennità pari al 55% di quella percepita dal sindaco. Nella fattispecie, Lauro Salvatelli può contare, essendo pubblico dipendente non in aspettativa, su una indennità dimezzata di 934,14 euro. Se decidesse di richiedere l’aspettativa non retribuita, dal 2024 la sua indennità passerebbe a 2.277 euro mensili. Infine l’assessore Fabio Senzacqua al quale viene riconosciuta una indennità di 764,30 euro. Non va male neanche al Presidente del Consiglio Fabio Bragagnolo al quale la legge riconosce una indennità attuale di 1.528,60 euro destinati a diventare dal 2024 di 1.863 euro come quella degli assessori. 

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