
Si susseguono, in questi giorni, a Porto Sant’Elpidio, i messaggi di cordoglio e costernazione per la scomparsa, domenica scorsa, di Sante Federici. Un uomo considerato da molti, a partire dal primo cittadino Nazareno Franchellucci, un ‘padre’ di Porto Sant’Elpidio. Federici si è spento domenica scorsa all’età di 80 anni in ospedale. E oggi in tanti, soprattutto a sinistra, piangono la scomparsa dello storico segretario cittadino del Pci.
«Nella ricorrenza dei suoi 70 anni la città perde uno dei più lungimiranti e pianificatori amministratori della sua storia. Con uno sguardo sempre rivolto verso il futuro ha iniziato a tracciare la strada verso la Porto Sant’Elpidio che è oggi» il cordoglio del sindaco Franchellucci.
«La notizia della scomparsa di Sante Federici – il cordoglio di Giorgio Cisbani – mi giunge improvvisa quando sono molto lontano da casa. Da molto non ci incontrava a causa della mia sempre più scarsa partecipazione ai vari eventi politici e culturali. A cavallo degli anni ’90, in particolare, abbiamo avuta una forte frequenza che è continuata anche dopo la fine del Pci, sino fisicamente a diradarsi e scomparire nel tempo, nonostante mai siano venuti meno i nostri legami affettivi. Anche negli anni politicamente tristi di fine secolo che portarono alla rottura di rapporti, ad incomprensioni con una larga parte di coloro con cui sino ad allora vi era stata una grande condivisione, il nostro rapporto è rimasto intenso, tale per cui, pur molto diversi come carattere e approccio alla vita, era sufficiente una parola, uno sguardo per capirsi.
Porto Sant’Elpidio, ha avuto importanti amministratori pubblici, sindaci di grande spessore, Conti e Bruno Barelli, sono indelebili nei miei ricordi; ma anche dopo quel periodo si sono susseguiti sindaci di forte personalità che nella popolazione elpidiense, penso, siano ancora vivi. Sante non é stato mai sindaco, per un impedimento nientemeno legato al Concordato Stato-Chiesa, ma di fatto è stato molto di più. Però, non mi pare che, nel partito, nei suoi dintorni, nella cittadina, abbia avuto il riconoscimento che meritava per il suo intelligente e costante impegno. Con assoluta cognizione di causa posso affermare che, senza Sante, cioè senza le scelte che, tra le enormi difficoltà largamente contribuì a concretizzare, Porto Sant’Elpidio oggi sarebbe soltanto un centro assolutamente anonimo della riviera marchigiana. Se è vero, come è vero, che le esperienze positive, sono semi che continuano a migliorare la terra, quella di Sante è una di queste».
«Non è affatto facile esprimere in poche parole quello che Sante è stato per me, un padre, un maestro di valori e di politica, quella politica ormai oggi finita. Lui – il ricordo di Federico Costantini – l’aveva capito, aveva capito la parabola discendente che la politica aveva iniziato a vivere. E i fatti penso che oggi gli diano ragione. Nel ’93 smise con la politica vissuta ma fu capace di creare un gran bel gruppo di giovani di cui mi pregio di aver fatto parte»














