di Antonietta Vitali

«Cominciammo come una scommessa nove anni fa» esordisce Bibi Iacopini alla conferenza stampa di presentazione dell’evento #fermoattivo tenutasi nel cortile di Palazzo Azzolino, e continua «la prima foto che uscì sulla stampa era proprio quella di questo cortile mentre l’articolo recitava che Fermo aveva aperto i suoi scrigni e i suoi tesori».

Nona edizione questa del 2022 che prenderà vita venerdì 26 agosto per continuare nei giorni di sabato 27 e domenica 28. In tutte e tre le giornate la città sarà percorribile dalle 18 alle 23 alla scoperta di luoghi, chiese, palazzi e le loro storie. Come, ad esempio, proprio quella di Palazzo Azzolino e una vicenda piuttosto recente (rispetto all’anno in cui fu costruito) che lo riguarda. Tutti pensano che sia di proprietà del Comune di Fermo e invece no, nel 1929, quando viene messo in vendita, un gruppo di nobili fermani decide di acquistarlo costituendo una società anonima all’interno della quale ogni partecipante è socio alla pari di una quota del palazzo, che verrà trasmessa per eredità alla discendenza e che non sarà vendibile. Ciò che si propone di fare questo importante evento culturale itinerante e a cielo aperto, è raccontare la bellezza della città attraverso l’arte di cui è depositaria e la storia a cui sono legate queste opere.
Patrocinata dal Comune, di #fermoattivo è orgogliosa anche l’assessore alla Cultura Micol Lanzidei: «Da tre anni la manifestazione si colloca stabilmente sulla coda dell’estate. Vorrei davvero ringraziare tutte le persone che si adoperano per far scoprire luoghi e storie che, non solo i visitatori, ma molto spesso anche i cittadini non conoscono. Grazie perché attraverso questo evento ci aiutano a conoscerla meglio e apprezzarla di più».


«È un evento che oramai viene cercato nel calendario dell’estate fermana» riferisce Alma Monelli, Responsabile dei Beni Culturali dell’Arciodiciesi, definita da Bibi Iacopini una tessera fondamentale per comporre il significativo mosaico che è #fermoattivo. La religiosità e la storia della città di Fermo corrono di pari passo nel corso dei secoli e quindi l’apertura dei luoghi sacri durante le tre serate è fondamentale. L’accesso al pubblico delle bellezze dell’episcopio nel Palazzo Arcivescovile è una delle novità di quest’anno e, ancora, sarà possibile visitare presso la Chiesa di San Domenico, la Natività di Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio, opera dichiarata un gioiello dell’arte barocca persino dall’implacabile Vittorio Sgarbi che la ammirò durante una visita alla città. «Per le prossime edizioni – continua la Dott.sa Monelli – pensiamo di aprire altri luoghi come la Chiesa della Pietà, che quest’anno non siamo riusciti a rendere visitabile per un soffio, e la Chiesa del Carmine» volgendo un occhio di potenziamento futuro alle edizioni di #fermoattivo che verranno.
Una piantina, che verrà ovviamente fornita ai visitatori, disegna la mappa dei percorsi che, a ben vedere, sono due fondamentali, entrambi con partenza da Torre Matteucci, per l’occasione presieduta da figuranti in abito d’epoca. Con la torre alle spalle, chi sceglie il percorso alla sua sinistra andrà verso la Chiesa della Pietà, attraverserà corso Cefalonia, passerà per via del Comune andando verso i resti dell’Antica Cinta Muraria, risalirà verso i pressi del Palazzo Arcivescovile per trovarsi, alla fine della camminata, in piazza del Popolo.
Chi volesse andare alla sua destra salirà per la Sorgente dell’Antico Teatro Romano fino ad arrivare al Colle del Girfalco per ammirare il Duomo, scenderà verso le piccole Cisterne Romane, attraversando largo Onesti, andrà verso via Strabone per giungere a largo Fonte Rialto e alla Chiesa di San Gregorio, passerà per via San Tommaso e per via Bertucchini, continuerà per il Cortile Mura Romane e la chiesa di San Domenico per terminare, come nell’altro percorso, a piazza del Popolo.
Palazzi, luoghi e chiese tutti raccontati da pannelli che ne spiegano la storia, le opere di 48 artisti fermani in esposizione lungo il percorso, due dei quali presenti anche in conferenza stampa, Pino Bartolomei e Rossano Cipolletti, un itinerario con guida che parla di “Fermo e le donne” con partenza unica alle 21,15 di ognuna delle tre sere e prenotabile all’indirizzo galee.sibillinemail.com.
Un evento culturale davvero bello e significativo che chiude questa estate fermana 2022 ricca di eventi mossi da una grande partecipazione di pubblico che ha scelto di visitare anche le bellezze culturali della città. A conferma di ciò i dati riferiti dall’assessore Lanzidei che parla di «1600 presenze di visitatori al polo museale nei giorni a cavallo di Ferragosto, partendo da giovedì 11 fino a martedì 16». Numeri che le fanno ben sperare di riuscire a «far affermare la città su un patrimonio nazionale come un luogo che ha tutte le carte in regola per essere apprezzato come città d’arte, di storia e di cultura».

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