Schiamazzi notturni in centro. I residenti sottoscrivono un esposto e incontrano il sindaco Valerio Vesprini. «Siamo abitanti di due vie nel centro di Porto San Giorgio e stiamo percorrendo tutte le strade per poter ottenere che un locale, aperto fino alle sei del mattino, ci faccia dormire perché tutte le notti gli schiamazzi dei suoi avventori da mesi non ci fanno riposare. Abbiamo avuto un incontro col sindaco ma abbiamo fatto un buco nell’acqua. C’è anche una sentenza della Cassazione del 2020 proprio sugli schiamazzi notturni, sul diritto al nostro riposo notturno, sulle responsabilità del gestore e dell’amministrazione comunale in quanto “proprietaria della strada”. E abbiamo anche dei filmati con il sonoro del chiasso», spiegano i residenti che, però, non si dicono soddisfatti dell’esito dell’incontro con il primo cittadino.

I residenti, infatti, credono che il sindaco quell’esposto per il disturbo della quiete pubblica «non l’ha letto e per di più ha affermato che non ha una giusta causa per deliberare l’anticipo di
chiusura dell’attività commerciale. La giusta causa sarebbe – sostiene M.A. una dei firmatari – non so, una rissa? Informiamo il sindaco che la rissa è da considerare soprattutto ordine pubblico e può esulare dal disturbo della quiete pubblica. Gli schiamazzi notturni all’esterno di un locale aperto al pubblico possono costituire un elemento fondante per le ordinanze contingibili e
urgenti, purché il disagio della popolazione e, quindi, l’interesse pubblico al riposo delle persone, vengano violati da rumori che assurgano a forma di vero e proprio inquinamento acustico con danno alla salute. Di questo forse il sindaco non è al corrente, come magari non è al corrente che “è il Consiglio di Stato a precisare che, per quanto il regime di liberalizzazione sia applicabile sia agli esercizi commerciali sia a quelli di somministrazione, ciò non preclude all’amministrazione comunale la possibilità di esercitare il proprio potere di inibizione delle attività, per comprovate esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, nonché del diritto dei terzi al rispetto della quiete pubblica“».

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