Un nuovo tassello nella ricostruzione post sisma del patrimonio religioso di Amandola. Dopo la restituzione del Monastero di San Lorenzo nel 2024 e il rientro delle monache benedettine, prendono ora il via i lavori per il recupero della Chiesa di San Pietro Apostolo, gravemente danneggiata dal terremoto del 2016. L’intervento, finanziato con oltre 1,7 milioni di euro, punta al miglioramento sismico, al restauro e alla restituzione dell’edificio alla comunità.
Questa mattina, nel monastero, è stato presentato ufficialmente il progetto con l’avvio del cantiere. L’intervento è attuato dall’Arcidiocesi di Fermo e può contare su un contributo per la ricostruzione post sisma di 1.733.703,89 euro, nell’ambito della programmazione prevista dall’Ordinanza commissariale 105/2020. La Chiesa di San Pietro Apostolo, a navata unica, si affaccia su via Nazario Sauro e si sviluppa su più livelli, per una superficie di circa 300 metri quadrati. L’edificio è strettamente collegato al monastero e comprende, oltre alla navata, sagrestie, portico, sala del coro e libreria. Sul lato est si trova invece la torre campanaria.
Il terremoto ha provocato danni importanti: dal ribaltamento del timpano della facciata all’inflessione delle strutture della copertura, fino al parziale crollo della cella campanaria e alle diffuse fessurazioni delle murature. Danneggiate anche la sala del coro e la relativa volta, mentre all’interno della chiesa si sono verificati distacchi di stucchi e intonaci.
«L’avvio di questo cantiere rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione e restituzione alle comunità dei luoghi che ne custodiscono la storia e l’identità – ha dichiarato il Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli –. La ricostruzione degli edifici di culto ha un valore che va oltre il recupero materiale: significa ricomporre un patrimonio storico, artistico e sociale profondamente legato alla vita dei nostri borghi». Castelli ha inoltre sottolineato la volontà di proseguire nell’accelerazione della ricostruzione, attraverso la collaborazione tra Arcidiocesi, Ufficio Speciale Ricostruzione e tutti gli altri soggetti coinvolti, con l’obiettivo di rendere nuovamente fruibili questi luoghi alle comunità.
Soddisfazione anche da parte dell’economo diocesano Demetrio Catalini, che, a nome dell’arcivescovo di Fermo monsignor Rocco Pennacchio, ha ringraziato il Commissario, l’Usr Marche, la struttura commissariale e gli enti coinvolti. «I fondi stanziati dal Commissario testimoniano l’attenzione verso la tutela degli edifici di culto che sono anche beni culturali», ha evidenziato Catalini. Per il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli, l’apertura del cantiere rappresenta un ulteriore passo nel recupero di una zona della città duramente colpita dal terremoto. «Continua un lavoro di ricostruzione importante per la comunità religiosa amandolese e per l’intera città – ha affermato – in una zona fortemente colpita dal sisma, dove quasi tutti gli edifici sono stati dichiarati inagibili».
Alla presentazione è intervenuto anche il consigliere regionale Andrea Putzu, che ha sottolineato il valore storico e identitario della chiesa e l’importanza della ricostruzione dei piccoli Comuni dell’area del cratere. «Ricostruire i nostri piccoli Comuni significa ridare loro vita, recuperando anche quei luoghi sacri che sono parte della nostra tradizione, della nostra identità e delle nostre comunità».
Presente anche la badessa suor Paola, tornata insieme alle altre monache benedettine nel centro storico di Amandola da oltre un anno. Dopo il recupero della chiesa, le religiose attendono ora i lavori sulla foresteria, che consentiranno di recuperare ulteriori spazi destinati all’ospitalità e alla ricettività.
Gli interventi previsti
Il progetto prevede il consolidamento delle murature perimetrali, l’inserimento di tiranti e nuovi capichiave, il rinforzo delle volte e la ricostruzione del campanile. La parte superiore della facciata sarà smontata e successivamente ricostruita utilizzando mattoni di recupero.
Particolare attenzione sarà riservata alla copertura: le capriate lignee esistenti saranno mantenute e revisionate, mentre verrà sostituita l’orditura secondaria e saranno inserite nuove capriate metalliche. Per il manto verranno utilizzati coppi di recupero. Previsti anche la ricostruzione della copertura e del solaio della sala del coro e il restauro degli infissi in legno.
Il progetto comprende inoltre il rifacimento degli impianti elettrici, di illuminazione, audio e speciali, insieme a interventi sull’impianto termico. Sul fronte artistico saranno restaurati elementi lignei, tempere e stucchi, con operazioni di pulitura, consolidamento e recupero delle parti danneggiate.
L’intervento di Amandola rientra nel più ampio programma di ricostruzione del patrimonio religioso dell’Arcidiocesi di Fermo, soggetto attuatore di 81 interventi sugli edifici di culto. Complessivamente risultano programmati o concessi oltre 50,2 milioni di euro, dei quali circa 14,8 milioni sono già stati trasferiti.















