
A lanciare l’allarme alcuni residenti preoccupati per la presenza ormai incontrollata di piccioni lungo le mura castellane. Proliferano e si spostano in tutta la città. Ma è Rocca Tiepolo il punto di ritrovo. Secondo alcune testimonianze sarebbero centinaia a fare base nella medievale Rocca dove hanno occupato i buchi lasciati aperti lungo le pareti perimetrali trasformandoli nei loro nidi. «La Rocca è diventata una piccionaia -sostengono alcuni cittadini- e quello che ci preoccupa è il fatto che abbiamo a che fare con animali spesso portatori di legionella attraverso gli escrementi». Fino a qualche anno fa c’era pure la ex salaria, a poche centinaia di metri, ad ospitare i piccioni.
Poi i lavori di messa in sicurezza dello stabile hanno fortunatamente contribuito a fare fronte alla criticità e i piccioni si sono spostati altrove. Molti voltali hanno trovato rifugio nelle mura medievale ed all’interno di Rocca Tiepolo. «Il numero incontrollato rischia di creare danni anche alle abitazioni vicine oltre a quelle del centro. Sia ben chiaro, nessuno è contro i piccioni, ma si solleva una questione di igiene e salute pubblica». L’impatto ambientale, insomma, è significativo. Qualche numero: i piccioni possono riprodursi fino a 7 o 8 volte nell’arco dell’anno con l’eccezione dei mesi di ottobre e novembre in cui la riproduzione si interrompe. Alla fine quindi le covate possono anche arrivare a 9 per un massimo di un paio di uova alla volta. Un piccione, in media, può vivere oltre due anni e l’assenza di predatori di piccoli e uova nei luoghi di nidificazione contribuisce indirettamente alla proliferazione dei piccioni stessi. Da qui l’appello rivolto all’Amministrazione comunale perché intervenga prima possibile ad arginare la diffusione incontrollata dei piccioni.














