di Sandro Renzi

Un documento sottoscritto da cinque associazioni ambientaliste e dalla Società Operaia riaccende i riflettori sulla progettazione del nuovo lungomare Gramsci. Paolo Intorbida, portavoce del Comitato per la mobilità dolce, ha spiegato stamane in conferenza stampa i motivi che hanno spinto le realtà ambientaliste a dire la loro. «Siamo favorevoli alla riqualificazione del lungomare -spiega- ma oggi sappiamo ben poco del progetto. Poiché rivoluziona la città e la sua viabilità, credo che debba essere condiviso con associazioni e soprattutto cittadini». Le problematiche sottolineate sono due: una di metodo ed una di merito. Ancora Intorbida. «Il progetto di fattibilità deve essere necessariamente condiviso con i cittadini, poi si passa alla progettazione definitiva, ma le indicazioni di massima vanno discusse prima e le associazioni possono dare il loro contributo». Poi c’è la questione di merito. «La mobilità dolce deve essere un concetto prevalente anche nella riqualificazione del lungomare. Non è pensabile ritornare ad una viabilità del lungomare a doppio senso non prevedendo una soluzione dei parcheggi differente da quella attuale». L’idea di fondo è quella di individuare aree per i parcheggi possibilmente lontane dal lungomare a cui si arriverebbe attraverso un servizio di bus navette. Associazioni che non condividono neanche l’ipotesi di cementificare la spiaggia attraverso delle piccole piazze.  «Il faro deve essere il verde, il lungomare deve essere uno spazio e non più una strada» chiedono al sindaco Valerio Vesprini intervenuto all’incontro.

Capitolo risorse. Per rifare l’intero lungomare occorrerebbero circa 20 milioni di euro. Stime che tengono conto del rincaro dei prezzi. Risparmiando su alcuni interventi sarebbe possibile portare a casa la riqualificazione in tempi più brevi. Nel documento viene suggerito l’uso di materiali ecologici e sostenibili, il ricorso a spazi diffusi e non invasivi per spettacoli, performance nella parte ovest del lungomare, l’attuazione del piano urbano di mobilità sostenibile (Pums) insieme al Comune di Fermo. L’obiettivo di questo strumento sarebbe quello di integrare la città con le reti ciclabili, pedonali ed i parcheggi.

E’ stata poi la volta di Fabio Vallarola, vicepresidente regionale della Fiab. «Sta prendendo sempre più piede in tutta Europa l’idea di restituire le città ai cittadini. Nelle Marche si sta facendo molto lavorando sulla Ciclovia Adriatica, progetto dello Stato, una delle infrastrutture turistiche che lascerà il segno. Il futuro stesso del turismo è legato alla bicicletta. Si investe sul cicloturismo e si riesce anche a destagionalizzare». Maurizio Mattioli, in rappresentanza della Società Operaia, ha ugualmente posto l’accento sul metodo. «Il contributo del cittadino è il frutto di un confronto da cui non si può prescindere. La Società Operaia vorrebbe che si aprisse una riflessione con la città su quello che dovrà essere. Non c’è alcun pregiudizio ideologico sia ben chiaro. Suggeriamo all’Amministrazione comunale molta prudenza per evitare di doverci pentire di alcune scelte. Non siamo qui per incidere sulle scelte progettuali, ma per ribadire che il lungomare è il luogo di attrazione, non può essere una strada alternativa alla Statale Adriatica». Mattioli parla di “cerniera” tra costa e città, di possibilità di vivere in modo diverso la città stessa. «A fronte di tutto il patrimonio storico che abbiamo, Porto San Giorgio trarrebbe tanti vantaggi se riuscisse a progettare un lungomare degno di questo nome». A firmare il documento il Comitato mobilità dolce, il Comitato per la salvaguardia di viale Cavallotti e del verde, la Federazione italiana ambiente e bicicletta, Italia Nostra, Società Operaia e Lagambiente. Le preoccupazioni degli ambientalisti si rivolgono anche alle piante esistenti attualmente sul lungomare. Palme affette da parassiti che non potranno essere ripiantumate. «Occorrerà valutare altre specie perché il lungomare non sarà una landa deserta». Federico Spagnoli, per Legambiente, ha rimarcato la necessità di investire sulle piste ciclabili. «Le auto stanno diventando un problema per le città e le località turistiche -ha detto- la ciclabile sul lungomare sarebbe ideale se fosse alberata. migliorerebbe la qualità della fruibilità». Da Spagnoli anche consigli sulle tipologie di piante a cui ricorrere.

A conclusione sono arrivate le rassicurazioni del sindaco Valerio Vesprini che ha rivolto una tiratina di orecchie proprio agli ambientalisti. «Anche noi ci siamo trovati un progetto di fattibilità fatto dalla precedente Amministrazione e finanziato, e ci è stato solo chiesto di indicare da dove iniziare. Ascolteremo ovviamente le associazioni, anche quelle produttive, per poi decidere. Mi dispiace solo vedere ora questa levata di scudi, quando invece lo scorso anno si è approvato il piano del porto questa stessa conoscenza e levata di scudi non si è richiesta alla precedente Amministrazione. Per noi la democrazia partecipata è fondamentale e quindi ci confronteremo». La progettazione tuttavia è ancora in stallo anche perché il nuovo dirigente all’urbanistica è stato nominato qualche settimana fa. Dopo l’invio del documento le associazioni attendono un incontro con il sindaco per conoscere quanto prima il progetto di fattibilità.

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