
Riccardo Treggiari
«Più che come ex sindaco (di Amandola, ndr), scrivo da ex ingegnere responsabile di cinque dighe marchigiane. L’ennesima alluvione di Senigallia ci lascia tramortiti osservatori con le lacrime agli occhi, come successe, anni fa, nel nostro Fermano. Sicuramente, con il senno del poi, è facile parlare, ma vorrei dare il mio modesto contributo». A parlare, questa volta da tecnico, come lui stesso rimarca, è Riccardo Treggiari, ex primo cittadino amandolese che si dice sconvolto per i tragici accadimenti di questi giorni nel nord della nostra regione. Ma Treggiari, parlando nelle vesti di ingegnere, propone anche delle soluzioni nel concreto.
«Durante gli anni della mia professione, sono stato ingegnere responsabile di ben cinque dighe nelle Marche; credo di aver vissuto momenti difficili durante eventi calamitosi in corso, ma sono convinto di averli, con i miei collaboratori, (ingegneri, geometri, guardiani diga), affrontati sempre con impegno e coscienza adeguati alla situazione. Ritengo che la realizzazione dei laghi artificiali sia stata, nella quasi totalità dei casi, determinante per la salvaguardia degli abitati a valle per cui, laddove possibile e necessario, anche per incamerare acqua da potabilizzare, irrigazione e produzione di energia, occorre riprendere il programma di un serio piano nazionale dighe.
Veniamo alla proposta. Per Senigallia, gioca un ruolo importante di interferenza l’esistenza del porto canale e la presenza di scriteriati tombamenti di corsi d’acqua a valle dell’autostrada, ma quello che si propone vale per molti nostri centri costieri; la probabile soluzione immediata al problema la sintetizzerei così: realizzazione di vasche di laminazione naturale a monte del centro abitato. Per la realizzazione delle vasche, nomina di un Commissario Straordinario, con pieni poteri, che imponga ciò che la politica non ha il coraggio o la voglia di fare: individuare i siti per la realizzazione delle stesse e procedere senza se e senza ma. Infine supportare il Commissario con una squadra, permanente, di sorveglianza del corso del fiume, ripristinando quella che un tempo si chiamava Polizia Idraulica».














