«Grazie alla Guardia di Finanza di Fermo che ha salvato nostro figlio». Questo, in estrema sintesi il messaggio che la famiglia del piccolo Andrea, a partire dal padre Fabio ha riportato in una lettera indirizzata alle Fiamme gialle di Fermo, e inoltrata anche alla nostra redazione.
Di seguito la lettera con la ricostruzione dell’intervento provvidenziale dei militari della Finanza fermana:
«Alla cortese attenzione del Comandante e dei militari tutti, della Guardia di Finanza di Fermo.
Gentilissimi, vi scrivo la presente poiché sento il piacere, prima del dovere, di esprimere i sentimenti della mia gratitudine per il tempestivo intervento e la successiva attenzione e disponibilità riservate a mio figlio e a tutta la nostra famiglia dai militari in pattuglia la sera di lunedì 26 settembre. Alle ore 21 circa, improvvisamente, mio figlio di 7 anni ha avuto una crisi respiratoria.
Ascolta la notizia:
Dopo aver adottato tutte le misure di primo soccorso e aver somministrato i farmaci necessari la situazione non migliorava e, colti dalla paura del momento, non abbiamo pensato di allertare il 118 ma di scendere in strada per correre al Pronto soccorso. Purtroppo però ci siamo immediatamente resi conto dell’impossibilità di spostarci poiché io sono infortunato e non potevo guidare mentre mia moglie non poteva lasciare la bambina neonata di appena 3 mesi che piangeva.
Incredibilmente, una volta aperto il cancello, ci siamo trovati davanti ai militari di pattuglia della Guardia di Finanza che, prontamente, hanno preso mio figlio e lo hanno portato al pronto soccorso, lo hanno consegnato ai sanitari e ci hanno, senza mezzi termini, salvato.
Nel corso della nottata e nei giorni successivi poi, i militari si sono sempre preoccupati delle condizioni di nostro figlio e si sono resi sempre disponibili se avessimo avuto bisogno di qualsiasi cosa.
Non dimenticheremo mai quanto accaduto e colgo l’occasione di ringraziarvi tutti, non solo per quella sera ma per il lavoro che svolgete tutti i giorni al servizio di noi cittadini.
Il papà Fabio, la mamma Sara, la sorellina A. ma soprattutto A.»















