Renzo Interlenghi

 

«L’ennesimo colpo di teatro della vicenda che vede interessare uno degli immobili più pregiati del Comune di Fermo mette in scena vari aspetti poco limpidi dell’attuale amministrazione fermana». È così che il Capogruppo di Fermo Capoluogo, Renzo Interlenghi, esordisce in una nota stampa giunta alla nostra redazione.

«La Determina 903 del 17.10.2022 con cui il Dirigente Paccapelo ha sospeso la procedura di vendita, dopo che due soggetti interessati hanno presentato le rispettive buste con le proposte di acquisto, pone alcuni interrogativi – seguita -. Come noto la vendita all’asta aveva già subito una prima “proroga” della data indetta per la gara, giusta Determina 607 del 19.07.2022 nella quale si dava atto di quanto segue: “Ritenuto opportuno, anche al fine di ampliare la platea dei potenziali soggetti interessati all’acquisto, prorogare in questa prima fase i termini fissati nell’avviso originario così come segue: – Primo esperimento di gara: … entro e non oltre le ore 13:00 del giorno 15/09/2022… – Secondo esperimento di gara: … le richieste di partecipazione dovranno pervenire entro e non oltre le ore 13:00 del giorno 17/10/2022…“.»

«Una volta “prorogata” la data di scadenza della vendita, con Determina 680 del 05.08.2022 l’amministrazione comunale approvava l’accordo di collaborazione con l’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Ascoli Piceno, art. 15 L.241/1990 e affidava il servizio di valutazione tecnico-estimativa e consulenza specialistica all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Ascoli Piceno dell’immobile ‘Casina delle Rose’, mediante accordo tra enti ai sensi dell’art. 15 della L.241/90“».

«Tale accordo preveda che l’Agenzia delle Entrate avesse un termine di 120 giorni dalla data di accettazione dell’accordo anzidetto (Determina del 05.08.2022 – scadenza incarico: 03.12.2022) per dare esecuzione e concludere l’attività di cui era stata incaricata. Ciò significa che, nel momento in cui il Comune di Fermo ha deciso, avventatamente, di proseguire nella gara, ben sapeva che la stessa sarebbe ricaduta all’interno del termine anzidetto. Per quale motivo, nonostante fosse chiaro il termine ultimo affinché l’AdE presentasse la sua valutazione, l’amministrazione comunale abbia ritenuto di proseguire nello svolgimento di una gara che, allo stato, appare in tutta la sua illegittimità, posto che conditio sine qua non per il suo esperimento era quella di munirsi di una stima aggiornata, sarà importate scoprirlo».

«Da un lato si ha l’impressione che la “politica” abbia avuto una fretta poco rispettosa dei tempi tecnici e delle normative, dall’altro la “parte tecnica” dell’amministrazione, sembrerebbe l’unica ad aver compreso la gravità dei fatti, e ha tentato di garantire la correttezza del proprio operato. È evidente che vi sia un braccio di ferro tra il Sindaco, che già ieri gongolava per la presentazione delle due offerte e il Dirigente che, stretto dalle incalzanti richieste dei cittadini, ha ritenuto a ragione di dover sospendere l’apertura delle buste» continua Interlenghi che poi elenca una serie di interrogativi: «Ma non era meglio rinviare il tutto all’esito della stima da parte dell’AdE? Oppure il sindaco sperava nel fatto che l’AdE riuscisse, prima dell’asta a depositare la propria stima? Il Dirigente non sapeva già, dal mese di agosto, che l’AdE non avrebbe, con ogni probabilità depositato la stima, visto anche il periodo estivo. Allora, perché è stata fissata una data per le offerte, incompatibile con la scadenza del 03 dicembre? Cosa vuole dimostrare il Sindaco? La propria efficienza e sbattere in faccia ai sostenitori della “politica del No” che in questa città si va avanti senza tenere conto del rispetto delle regole, almeno di quelle di buon senso, in virtù di una ragion di stato per cui la “politica del fare” prevale su tutto?»

«La città – conclude – non si amministra come una partita a poker, dove si puntano i soldi e il patrimonio cittadini solo per il piacere di dimostrare efficienza e decisionismo. Ciò che sta accadendo è di una gravità estrema e l’intera amministrazione dovrà risponderne dinanzi alla città».

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