Si è tenuto ieri, a livello nazionale, lo sciopero del Trasporto Pubblico Locale indetto da Usb Lavoro Privato. Una mobilitazione, che vuole evidenziare la centralità dei trasporti pubblici e il ruolo fondamentale degli autoferrotranvieri.
«Una categoria principale vittima – afferma Andrea Matè, del sindacato Usb LP di Fermo – delle sempre più frequenti aggressioni, e vittima anche delle privatizzazioni selvagge, con continui ricorsi a subappalti e sub affidamenti che alimentano sfruttamento e precarizzazione, con la crescente svendita dei diritti e del susseguirsi di rinnovi contrattuali farsa. Ne è da esempio il rinnovo del Ccnl Autoferrotranvieri firmato dai sindacati confederali il 10 maggio scorso, che prevedeva per la mensilità di novembre la corresponsione di un ‘una tantum’ di 250 euro, ma che è sparita, non essendo state garantite, in fase di rinnovo, le modalità certe di copertura. Uno scenario già visto, prevedibile, e come negli ultimi rinnovi contrattuali, la costante svendita dei diritti di una categoria illusa di avere un posto sicuro e garantito, ma che in realtà si ritrova a lavorare senza tutele e con una paga inferiore ai 10 euro all’ora; ossia quello che dovrebbe essere il salario minimo. Nel Fermano – fa sapere Matè – si è avuta un’adesione di circa il 30%. Oltre alle motivazioni più strettamente legate al trasporto pubblico, si è scioperato anche per il salario minimo per legge di 10 euro all’ora, contro la pratica dei contratti di precariato, per il superamento dei penalizzanti salari d’ingresso, garantendo l’applicazione contrattuale di primo e secondo livello ai neo assunti, nonché per investimenti statali per tutti i servizi pubblici essenziali e per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro».















