«La sicurezza e l’occupazione delle case cambiano al variare del codice postale?». E’ l’interrogativo, intriso di sarcasmo, del Co.r.t.a., il comitato dei residenti di Lido Tre Archi che torna a far sentire la propria voce, e a puntare l’indice contro l’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Calcinaro.

«Due territori contigui eppure lontani nella percezione e nella trattazione dei fenomeni malavitosi ed in particolare dell’odioso fenomeno dell’occupazione di case, senza tralasciare lo spaccio diffuso e i reati conseguenti. Porto Sant’Elpidio, dove il fenomeno delle occupazioni abusive si è fatto evidente negli ultimi mesi, suscitando l’immediata attenzione di alcune forze politiche, dell’assessore alla sicurezza e il pronto intervento delle forze dell’ordine. Al contrario a Lido tre Archi l’occupazione è rituale corrente da parte quasi sempre delle stesse bande, con cani da combattimento e gestori della piazza di spaccio più importante della zona. E’ un fatto che i problemi di Lido Tre Archi vengano percepiti diversamente da altri luoghi del Paese e con un certo fastidio dal sindaco e dall’assessore, il quale non fa in tempo a rassicurare che tutto è nella norme ed accade l’ennesimo episodio criminoso, l’ennesima occupazione. In particolare il sindaco manifesta un certo fastidio se gli si ricorda che dopo anni di richieste non si è ancora avuta notizia del censimento della popolazione del quartiere, dove in barba ai regolamenti sanitari, e il sindaco è la massima autorità in materia, convive all’interno dello stesso immobile il doppio delle persone previste. Ma soprattutto sono tutti regolari? Hanno titolo per occupare l’immobile? Con quale reddito pagano la pigione? Chi sono i proprietari?»

«Discorso diverso per Porto Sant’Elpidio dove l’allarme è stato immediatamente lanciato all’atto dei primi segnali di escalation della violenza ed in particolare dell’occupazione delle case.  Un’escalation destinata ad aumentare con il continuo richiamo di connazionali da parte delle “bande”, serbatoio che alimenta l’hub di spaccio più importante della parte sud della regione insieme a Porto Recanati.

Il sindaco e l’assessore non hanno mai ritenuto, a nostro avviso, il quartiere parte integrante della città, bensì un’appendice fastidiosa destinata solo di interventi economici, opere costose e spesso inutili, atte a soddisfare un’amministrazione priva di un progetto globale di ricucitura delle frazioni, di risanamento dei guasti prodotti negli anni 70/80 da amministratori distratti o pervasi dall’ansia realizzativa di quartieri senz’anima, vedi Santa Petronilla o Tre Archi.

Ci meraviglia e ci sconcerta l’atteggiamento del sindaco quando invoca l’intervento della forza pubblica e parla di “problemi di ordine pubblico” per gli episodi di via Graffigna, in centro storico, e non si è mai fatto carico veramente con convinzione, del grave disagio di un quartiere, grande, multietnico, divenuto negli anni un serbatoio ed un incubatoio per le più diverse forme di criminalità favorite, lo sappia il sindaco, dalle insistenti, continue contaminazioni dovute alle reiterate domiciliazioni di pregiudicati in detenzione domiciliare, proprio quello che non sarebbe consentito dalle norme in vigore, giornalmente disattese e violate. Che ne pensano Calcinaro e il suo assessore alla sicurezza ma più incline ad organizzare eventi? Oggi è forse tardi per rammendare o invertire la tendenza. Porto Sant’Elpidio chiede un potenziamento del presidio delle forze dell’ordine, ma Lido tre Archi completamente sguarnito ne ha maggior bisogno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA