«Addio Paolo, eri davvero un esempio da seguire per la Polizia municipale». Questa mattina il Corpo della Polizia locale sangiorgese si è stretto al dolore e al cordoglio della famiglia di Paolo Canaletti, spentosi mercoledì all’età di 84 anni.
Canaletti, infatti, è stato uno degli agenti più amati e stimati nella storia delle divise sangiorgesi. Questa mattina, alle 10, i funerali nella chiesa di San Giorgio a cui hanno preso parte, oltre a diversi esponenti della Polizia locale, con in testa il comandante Giovanni Paris, anche l’amministrazione sangiorgese con il vicesindaco Lauro Salvatelli, il presidente del Consiglio, Fabio Bragagnolo e l’assessore Giampiero Marcattili. Presenti diversi agenti della Municipale e tanti amici, di tutte le età, di Paolo. Tra i banchi della chiesa di San Giorgio anche l’ex sindaco Nicola Loira.
«Con lui perdiamo non solo un grande uomo e un Vigile Urbano esemplare, ma anche una parte della città, quella più bella, quella degli anni che furono, quella di una Porto San Giorgio piena di valori e solidarietà, quella dal grande aspetto umano» ricordano alcuni coetanei di Paolo che oggi si stringono ai figli Roberta e Claudio, ai nipotini e al fratello Massimo.
«La scomparsa di Paolo è per me motivo di grande cordoglio e commozione – le parole del comandante Paris – lo conobbi nel 1985 quando io iniziai la mia attività come stagionale. E lui era una colonna portante degli ‘anziani’. Era un punto di riferimento per tutti noi. Faceva parte di una vecchia guardia che aveva un rapporto particolare con la città, conosceva tutti, di un rispetto nei confronti della divisa cittadina che si è andato un pò perdendo nel corso dei decenni. Cosa ci ha insegnato Paolo? Beh sicuramente tutto quello che non è scritto sui manuali: tutto quello che si acquisisce con l’esperienza. Ho di lui un ricordo affettuoso». Ma non solo una ‘divisa’ con la d maiuscola, anche e soprattutto un grande uomo, esempio di valori, un amico.
«Era un uomo buono. Me lo ricordo altissimo, fin da quando eravamo bambini. Una persona eccezionale». Il ricordo del coetaneo Renato Vagnoni che mostra, con commozione ma anche un certo orgoglio, una foto che lo ritrae insieme a Canaletti e a tutti suoi compagni di classe alle elementari del centro. E si parla degli anni ’40. Insomma Paolo Canaletti è stato un uomo che ha rappresentato un’epoca sangiorgese che non c’è ormai più ma di cui, certamente, la memoria resta viva, indissolubile per la sua bellezza, per la sua purezza, emblema di vincoli e stretti rapporti umani, di sangiorgesità di cui tanti sentono, sempre più, nostalgia. Quella nostalgia che oggi ha un volto in più in città, quello di un Vigile Urbano dalla stazza imponente, ma sempre col sorriso e pronto a tendere la mano ai suoi concittadini, quello di Paolo Canaletti.
g.f.

























