di Matteo Malaspina

Un 2022 più che positivo e un 2023 che sarà un sfida, con una stilettata alla Regione. È questo il sunto del discorso di fine anno che il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro ha tenuto questa mattina. Circondato dalla sua squadra di assessori, il primo cittadino ha voluto, come prima cosa, rimarcare l’approvazione del bilancio preventivo entro il 31/12 («un risultato eccezionale nonostante il caro energia e la mancanza di aiuti concreti da parte del Governo») per poi concentrarsi sui risultati ottenuti dalla città in questo anno che sta per concludersi. «È stato l’anno del Pnrr e posso dire che Fermo è sicuramente tra i primi cinque capoluoghi di provincia italiani che ha ottenuto più fondi in rapporto al numero di abitanti. Risorse (si stima 70 milioni di euro di finanziamenti) che ci hanno permesso di far partire per tempo 28 gare di appalto, garantendoci ulteriori fondi supplementari – spiega Calcinaro -. Saranno opere che parleranno di futuro e risolveranno tanti nodi incompiuti, oltre a lavori ex novo come il Biodigestore, l’asilo di Campiglione e l’ex Conceria». Ma la vera sfida partirà il prossimo anno quando il comune fermano dovrà misurarsi con appalti milionari, a cui si aggiungeranno una serie di lavori ordinari (i tre centri sociali a Caldamente d’Ete, Santa Petronilla e Santa Caterina, il ponte di Marina Parmense e la riqualificazione di Lido Tre Arche). «Lavori che coniugano i grandi temi alla cura della vivibilità dei quartieri, in un quadro he non ha aumentato nessuna tassazione e non ha alzato le tariffe» ci tiene a precisare il primo cittadino.

Paolo Calcinaro

Dal Pnrr fondi anche per i servizi sociali per il supporto agli anziani e alla disabilità e per l’informatica (oltre mezzo milione) con il trasferimento dei dati in cloud che porterà alla casse dell’Ente un risparmio di 2 mila euro al mese di bollette. Risultati incoraggianti anche per il turismo, con Fermo che ha scalato a classifica regionale piazzandosi al quarto posto grazie anche alle tante iniziative come mostre e stagioni musicali. Soddisfazione anche per la valutazione dell’Agenzia delle Entrate sulla Casina delle Rose che conferma la congruità e si proseguirà i prossimi giorni con l’apertura delle buste.

E se c’è da tirare una stilettata alla Regione, Calcinaro è sempre in prima linea. «Sono amareggiato leggendo questi giorni i risultati dei finanziamenti che arrivano dalla Regione per la viabilità, con i nostri territori ancora una volta sottovalutati – dice -. Rispetto alle altre province abbiamo il sistema viario messo peggio, basti pensare alla Lungotenna finanziata meno della metà, all’Amandola/Servigliano che poteva essere finanziata fino a Campiglione e al collegamento della Valdaso con l’Intervalliva. Ci aspettiamo un cambio di rotta e riconoscimento tangibili, non solo a parole ma con gesti concreti che testimonino un cambio di rotta rispetto all’esecutivo precedente».

Per il futuro si ragiona su come rendere la città appetibile alle grandi aziende ce vogliono allocare nel territorio. «Abbiamo avuto molte richieste di sportelli unici, tra cui una grande impresa maceratese. Senza dimenticare l’outlet di Nero Giardini che si farà e l’interesse suscitato dalla variante di Campiglione – conclude il sindaco -. Serve un ampliamento delle possibilità per consentire alle attività produttive di insediarsi e, con la Provincia, stiamo ragionando su una modifica del PTC che consenta di eliminare lo storico principio del consumo del suolo per gli ampliamenti delle zone industriali e per le strutture turistiche light».

 

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