Sventolano anche all’estero le bandiere di Fermo e della Cavalcata dell’Assunta. In questi giorni gli
alfieri della rievocazione storica fermana partecipano a “Carnaval de Yasmine Hammamet”, in
Tunisia. Una nuova tappa internazionale per la Cavalcata ormai abituata a rappresentare la città oltre i
confini nazionali: come non ricordare Ansbach, Dubai, Cagnes-sur-Mer.

Sono gli sbandieratori Cristian Cinelli, Lorenzo Scelicot, Matteo Moretti, Mirco Moretti, Raffaele Martucci Zecca e Simone Viglietto che daranno spettacolo facendo volteggiare e creando figure e disegni in aria di grande suggestione con le bandiere della Cavalcata. Un’esperienza nata insieme al “Gruppo Storico Sbandieratori Città di L’Aquila”, che hanno voluto condividerla con gli amici fermani, a dimostrazione di come i rapporti di amicizia con altri gruppi, creatisi in tutti questi anni di attività, possono portare a delle bellissime occasioni e a momenti di condivisione della propria passione

«Un’opportunità di promozione per la città e per la Cavalcata che, oltre ad essere la rievocazione di
Fermo, è ambasciatrice della nostra comunità nel mondo. Dunque accogliamo con grande soddisfazione momenti come questi che possono essere vetrina turistica della città e del territorio» le parole del sindaco e presidente della Cavalcata Paolo Calcinaro.

«Oramai la Cavalcata è proiettata verso il mondo – ha aggiunto il vice sindaco con delega alla rievocazione storica Mauro Torresi –. Queste presenze all’estero rappresentano occasioni e opportunità da non perdere per far parlare e far conoscere Fermo e le sue bellezze culturali, ingenerando in chi ammira la Cavalcata la curiosità a venire a visitare la nostra città».

«Il gruppo sbandieratori è uno dei tanti fiori all’occhiello della nostra manifestazione – aggiungono i vice presidenti della Cavalcata dell’Assunta, Andrea Monteriù e Roberto Montelpare –. Dobbiamo essere orgogliosi della Cavalcata e delle opportunità che ci si stanno presentando. È frutto di un lavoro costante, portato avanti negli anni da tutti i ragazzi, dalle contrade e dai componenti dei gruppi operativi».

 

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