Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur“. Inizia con un detto latino la riflessione di Confabitare su Lido Tre Archi, ovvero “mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata“. Non difficile fare il parallelismo, dunque, tra i palazzi di Fermo dove si decide, e il quartiere costiero sempre più al centro del dibattito in materia di sicurezza dopo i colpi di pistola esplosi venerdì. 

«Niente di meglio del detto latino si addice alla situazione del quartiere di Lido Tre Archi. Mentre a Fermo si discute, in Comune o nei comitati per l’ordine e la sicurezza, Lido Tre Archi brucia di rabbia dei residenti ed è espugnato dalla malavita. Finiscono così – si legge nella nota di Confabitare – anni di promesse, una messe di opere, un profluvio di telecamere, una pioggia di milioni di euro dei quali non si conosce l’efficacia vera e la ricaduta effettiva sul quartiere. Ecco quindi la necessità in primo luogo di trasparenza. I consiglieri comunali di Fermo, ma non solo loro potrebbero chiedere una commissione d’indagine con lo scopo di verificare modalità della spesa, congruità delle somme impiegate, utilità finale delle opere finanziate e ricadute sul quartiere.

Un quartiere, occorre riaffermarlo ancora una volta, ha soprattutto bisogno di sicurezza attraverso un censimento effettivo degli occupanti degli immobili, applicando sia il Decreto legislativo 23 del 2011, quanto di meglio previsto dal Decreto legge 79 del 2012 e dal Decreto legislativo 286 del 1998. E poi un controllo di vicinato “classico” in luogo del discutibile messo su dall’assessore alla sicurezza del comune di Fermo con comunicazione via mail, unico esempio inutile in Italia, e un presidio fisso, più volte richiesto e ribadito in tutti consessi come unico ed esaustivo rimedio per riportare il quartiere alla normalità e alla vivibilità, contrastando il malaffare che ha contagiato gran parte della costa; Nulla meno di questo possiamo accettare a breve, prima di assumere iniziative idonee a portare il problema di Lido Tre Archi al livello di attenzione che merita. Tutte decisioni e operatività che trovano ampio conforto anche in proposte di legge presentate in Parlamento, riguardanti l’inasprimento delle pene per gli occupanti abusivi degli immobili e il Daspo urbano per i violenti. Oggi si necessita una ampia convergenza di forze per porre fine al degrado e alla violenza manifestatasi in maniera evidente negli ultimi giorni. Occorre un ampio  e convinto coinvolgimento dei sindaci e dei candidati sindaci di Porto Sant’Elpidio, dei sindaci di Fermo e Porto San Giorgio, degli amministratori di condominio, almeno di quelli più sensibili al tema, delle associazioni di categoria, alcune troppo silenti. Non c’è un minuto da perdere, come abbiamo più volte ribadito il fuoco cova sotto la cenere e mentre ci si bea delle parole e delle promesse, sempre mancate, il malaffare prospera e lievita con il lievitare dei profitti, trovando sempre nuova manovalanza tra i disperati o finti tali, ai quali i progetti di inclusione proprio non fanno alcun riferimento ed anche in questo campo una indagine seria per capire come si impiegano i fondi e chi ne beneficia non sarebbe un cattivo servizio alla collettività».

 

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