Alessandra Gramigna

«Credo sia doveroso, alla luce degli accadimenti di questi giorni, riguardo il tanto sbandierato inesistente conflitto d’interessi della sottoscritta nel procedimento di recupero di affitti non pagati da parte della Contrada San Giovanni, esternare alcune considerazioni a seguito della discussione avvenuta in Consiglio Comunale». Inizia così la nota di Alessandra Gramigna, che in qualità di presidente dell’Ente Contesa risponde alle accuse mosse dal Partito Democratico sulla questione affitti, dopo che, come lei stessa dice, « sotto il profilo lavorativo è stato dato puntuale riscontro dal Sindaco in consiglio comunale circa l’insussistente conflitto e non credo io debba aggiungere altro, se non l’amarezza che si prova quando per altri scopi si tenta di nuocere al lavoro altrui, specie se si parla di chi il proprio lavoro ha sempre cercato di farlo con diligenza, serietà ed impegno, rispettando costantemente l’istituzione per cui presta il suo servizio».

«Il consigliere Romanelli, firmatario e relatore dell’interrogazione, già assessore alle manifestazioni storiche per ben 3 anni nella precedente legislatura, nell’introdurre l’interrogazione dichiara che la sottoscritta si sarebbe nominata commissario della Contrada San Giovanni. Risulta imbarazzante ricordare a Romanelli che i provvedimenti di cui all’art. 8 dello statuto dell’Ente Contesa sono assunti dal consiglio di presidenza dello stesso, organo collegiale eletto dall’assemblea dei soci promotori in seduta straordinaria composta da amministrazione comunale, contrade e delegazioni foranee e che fuorché per la gestione del gioco del pozzo, il presidente dell’Ente Contesa non ha poteri che gli consentono di emettere atti “monocratici” di alcun genere – puntualizza Gramigna -. Ed ancora, replica al sindaco dichiarando di non sapere come mai l’assessore Maurizi partecipi alle assemblee delle contrade per il rinnovo delle cariche, cui lui non ha mai partecipato, lasciando sottintendere che Maurizi vi partecipi senza titolo o siano stati modificati regolamenti o statuti in tal senso dopo il suo insediamento. Peccato invece dover segnalare sommessamente a Romanelli che la partecipazione di detto assessorato alle assemblee è prevista statutariamente dal 2016, anno di avvenuta sigla dell’armonizzazione statutaria generale, cui si è aggiunta nel 2018 quella della Contrada San Martino».

A fronte di tutto ciò, il presidente dell’Ente si chiede come sia possibile che l’ex assessore Romanelli non abbia chiara l’organizzazione della Contesa e per quale motivo, invece di esercitare un semplice accesso agli atti alle procedure in corso per la transazione degli affitti, abbia scelto la strada dell’interrogazione consiliare «senza rendesi conto che avrebbe in primis causato un danno d’immagine alla contrada ed alla manifestazione tutta non specificando i motivi per i quali detta contrada era così arretrata nel saldo degli affitti. È normale sentir dichiarare l’allora assessore con le deleghe al patrimonio e bilancio che l’eventuale conflitto avrebbe allungato i tempi di rinnovo, su una base di 3 mesi di attività, considerando che la Contrada San Giovanni era inadempiente da diversi anni e non si era dato avvio alle procedure di  riscossione delle somme o a quelle previste nel contratto per inadempienza?».

Domande che, secondo Alessandra Gramigna, ha risposte ovvie ed evidenti: «La mia unica spiegazione è che detta interrogazione sia stata o pensata dal consigliere stesso senza un approfondimento o da altri, ed utilizzata (maldestramente) per provare a ledere l’immagine dell’Ente Contesa, della sottoscritta presidente e giustificare la posizione di detta parte della contrada. Nei fatti l’esito è stato invece decisamente l’opposto. Continuo a dichiarare di essere fiduciosa nella risoluzione bonaria della problematica, la cui forma ho già illustrato al sindaco, ad alcuni assessori e a diversi contradaioli».

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