di Andrea Braconi

Si spalancano le porte degli appartamenti di Tre Archi. Da un piano all’altro, è un via vai di donne e uomini che portano pietanze tipiche appena cotte, verso le tavolate allestite all’esterno dello sportello del progetto Periferie. Una realtà che vede partner la cooperativa On The Road, la NuovaRicercaAgenziaRes ed il Comune di Fermo, ed i cui operatori si sono impegnati per organizzare per tutti i giovedì del periodo del Ramadan una cena aperta agli abitanti del quartiere e non solo.

“Questa iniziativa – spiega Tayeb Dadach, operatore sociale di On The Road – nasce dall’idea di una donna del quartiere che frequenta il nostro sportello da quando è arrivata dal Marocco, circa un anno e mezzo fa. Lei ha compreso perfettamente il lavoro che stiamo portando avanti e si è messa in prima persona a darci una mano. Così, ha organizzato un gruppo di donne e non solo che hanno cucinato e hanno voluto condividere almeno una volta a settimana la propria tavola. Persone che dicono ‘noi mangiamo del buon cibo perché abbiamo la fortuna di poterlo acquistare, ma non tutti possono permetterselo; soprattutto in questo quartiere, ci sono diversi uomini e donne soli, quindi è un modo per condividere’. Perché donare cibo e soldi è uno dei 5 pilastri dell’Islam e soprattutto in questo mese santo i pilastri sono ancora più accessi rispetto agli altri mesi dell’anno. Le persone cercano di fare il massimo, per guadagnarsi il paradiso”.

Lo sportello, aperto da lunedì a venerdì dalle ore 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 18, offre servizi di mediazione interculturale (svolta dallo stesso Dadach), orientamento al lavoro e consulenza legale. “Oltre a questo vengono fatte altre operazioni richieste dagli abitanti, in un quartiere purtroppo di cui si parla spesso male e che resta sotto i riflettori sempre e soltanto per fatti di cronaca. Per questo abbiamo voluto organizzare questi appuntamenti, che arricchiscono Tre Archi e vedono la presenza di un vero e proprio mondo, grazie al quale proviamo a portare avanti le cose positive, cercando di far vedere il bello, anche rispetto alla fede di ciascuno di noi”.

Ospite della serata l’Imam Mohamed El Fanni, che ha voluto ringraziare gli organizzatori, chi ha cucinato i piatti e anche gli amici non musulmani che hanno voluto condividere questo momento, augurando loro una buona Pasqua. “A tutti dico che avete portato con voi la vostra cultura, il vostro amore, il vostro cuore per condividerlo con gli altri. Un altro aspetto del mese del Ramadan è proprio lo stare insieme, è la condivisione anche del sentimento del dolore della fame per poi mettersi intorno allo stesso tavolo. Il profeta Maometto ha raccomandato di condividere il cibo nel momento nell’interruzione del digiuno con l’altro; anche regalando mezzo dattero si ottiene la ricompensa di una persona che ha digiunato tutto il giorno. Maometto dice che per chi digiuna ci sono due momenti di gioia: il primo è quello quando si spezza il suo digiuno mangiando, l’altro quando incontreremo Dio e avremo una ricompensa immensa. Perché il digiuno non è solo un’assenza, ma una purificazione della nostra anima, del nostro cuore, della nostra memoria, un risveglio per tutti noi”.

El Fanni, nel chiudere il suo intervento, ha rimarcato come il Ramadan sia un’opportunità di cambiamento. “Serve per cambiare noi stessi, soffermarci su di noi a livello spirituale e di cuore, cambiare la nostra realtà, il nostro territorio, partecipare al cambiamento del nostro quartiere a livello positivo. Il mio invito a tutti, quindi, è di renderlo un mese di cambiamento, tutti insieme dobbiamo migliorare e tirare fuori il meglio di noi, anche grazie ad iniziative come questa. Perché questa è la gioia, questo è il Ramadan”.

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