di Elia Frollà
«È arrivata una lettera dal comune di Montegiorgio in cui ci invitavano a pulire la nostra casa dai rifiuti, ma quell’immondizia non è la nostra, qualcun altro ce l’ha portata!». Questo l’appello accorato della signora R. M. residente a Civitanova Marche, proprietaria, insieme ai suoi due fratelli, di un’abitazione inagibile nella campagna montegiorgese, situata lungo la strada che si collega alla frazione di Alteta, in via Colle Bianco.
La capanna e la porcilaia, come spiegato dalla signora, sono state riempite di sacchi di immondizia da ignoti ma il Comune, dopo aver appreso le dinamiche della faccenda, ha sollecitato gli stessi possidenti a pulire e sistemare il luogo.
L’abbandono di rifiuti, infatti, è un reato ambientale, tanto più grave quando avviene su un suolo privato, che può essere punito con sanzioni amministrative e legali. In questi casi specifici, inoltre, il sindaco può disporre, con un’ordinanza, le operazioni necessarie alla rimozione e allo smaltimento degli stessi.
Questo è proprio quanto lamentato dai proprietari. «A noi, le vittime del torto, – continua la signora R. M. – è stato chiesto con forza di provvedere alla rimozione dei sacchi e per di più, pur non abitando nelle vicinanze, è stato rimproverato di non poter vigilare sulla casa e di non aver provveduto a porre una recinzione protettiva, una spesa notevole, tra l’altro, visto che tutto il territorio si estende per circa un ettaro».
«È una situazione – conclude – che ha del surreale, oltreché dell’ingiusto: è un po’ come essere stati vittime di un furto e essere incolpati di non aver messo un allarme».















