di Giuseppe Fedeli *
Bimbo di 5 anni muore nello scontro Smart-Lamborghini, sulla supercar 5 youtuber. Il tragico incidente è avvenuto tra Acilia e Casal Palocco: “Giravano video per una challenge”. I quattro “influencer” dopo aver noleggiato il potente Suv Lamborghini, si sarebbero messi al volante per realizzare l’ennesima challenge: alternarsi al volante dell’auto per 50 ore consecutive. La city car, in una dinamica ancora da chiarire, si è scontrata frontalmente con la Lamborghini: un impatto terribile, sulla strada non ci sono, infatti, segni di frenata. “Non siamo ricchi ma ci piace spendere per farvi divertire. Tutto quello che facciamo si basa su di voi. Più supporto ci date e più contenuti costosi e divertenti porteremo, tra sfide challenge e scherzi di ogni tipo cercheremo di strapparvi una risata in ogni momento”, si legge nella descrizione del canale YouTube. Addentriamoci nella “selva oscura” del fenomeno.
Posto che tantissimi cybernauti possono creare contenuti – di cui non si sa nulla-, i più vari e assurdi (che giudichiamo tali, se usiamo l’aureo criterio del “meden agan”, “niente di troppo”), che vengono monetizzati (più si hanno follower, più si guadagna): i giovani di oggi non sanno più nominare i sentimenti, che diventano indifferenziati, anestetizzati al pari di qualsiasi altra sensazione ed emozione. In preda al delirio di onnipotenza, non c’è più nessuna declinazione del bene e del male, “beni” negoziabili e interscambiabili. Si ché si assiste, impotenti, alla spettacolarizzazione di ogni gesto, morte inclusa (il traguardo più eccitante).
Chiusi in una gabbia mentale, figlia di un nichilismo che sfuma ogni distinzione in termini di valori, il fine di queste teste vuote è un divertimento dissennato: e se ci scappa il morto, ci può stare. Siamo al grado zero dell’imbarbarimento di una pseudociviltà, che dovrà ricominciare dai basanenti a ricostruire i tre pilastri, su cui si fonda la storia del grande impero romano: honeste vivere- alterum non laedere- suum cuique tribuere. Impresa quanto mai ardua, ché ammazzare la noia di una esistenza, già morta in vita, quand’anche dovesse costare il sacrificio di un altro essere umano, è il più ambìto trofeo.
* giudice















