
Nicola Loira
di Sandro Renzi
Fioccano critiche verso l’esecutivo di centrodestra da parte dell’ex sindaco e ora consigliere di opposizione, Nicola Loira (Pd), che passa al setaccio il primo anno di Amministrazione Vesprini.
Che giudizio dà del lavoro fatto fin qui dal centrodestra?
«Difficile dare un giudizio ad un’Amministrazione che si è mossa per spot, in maniera disorganica ed estemporanea puntando più sull’emotività che sullo sviluppo di idee programmatiche».
Quanto pesano effettivamente i partiti in una coalizione che si è presentata all’elettorato come civica?
«Non lo so e non mi interessa, certo è che pur avendoli fatti mascherare, Vesprini si è preso tutto il vento del centrodestra che tira forte, soprattutto di Fdi, che è il blocco di riferimento anche a Porto San Giorgio».
La Regione Marche si è dimostrata piuttosto generosa con il Comune di Porto San Giorgio negli ultimi dodici mesi. Pioggia di contributi spesi bene?
«Diciamo che questo primo anno si è caratterizzato proprio, oltre che per l’esecuzione di opere già appaltate dalla precedente Amministrazione, per alcuni piccoli interventi realizzati con il contributo della Regione che hanno il merito e la fortuna di avere amica. Con noi non fu così, purtroppo. Tuttavia le scelte compiute appaiono manifestamente deprecabili, penso all’erba di plastica in viale Cavallotti ed a quella sorta di “luna park di luci blu” a Castel San Giorgio. Non è una questione di gusti, è uno sgarbo all’architettura e alla storia della città».
Lei ha puntato molto proprio su Corso Castel San Giorgio.
«Nel 2005, sindaco Brignocchi ed io assessore ai lavori pubblici, riqualificammo il corso rifacendo la pavimentazione, facendo addirittura venire la pietra dalla Croazia. Da lì partirono gli investimenti dei privati, la collocazione dei Cantieri della civiltà marinara su palazzo Trevisani nel frattempo recuperato. Un luogo oggi fortemente attrattivo e caratteristico, però con le luci blu».
In due assessorati chiave, turismo e cultura, l’Amministrazione ha segnato il passo o prevale una continuità di progetti ed idee col passato?
«Direi che si stanno muovendo in continuità con eventi fortemente consolidati, hanno il compito di rilanciarli dopo lo stop forzato per due anni causa covid».
L’aspetto social di questa giunta, criticato da più parti, è un valore aggiunto per chi amministra o può rivelarsi un boomerang?
«L’Amministrazione vive di una narrazione esasperata, dichiarazioni iperboliche, toni esagerati anche per raccontare piccole iniziative, o il rinnovo di decisioni che si ripetono da tanti anni. La smania di comunicare ha fatto inciampare in dichiarazioni mendaci e ingannevoli come capitato più di una volta».
Porto, con una procedura di revoca della concessione in corso, e progetto Excelsior, ancora fermo al palo. Destini incrociati? Cosa può accadere?
«Sarebbe molto grave se l’Amministrazione permettesse al privato di incrociare il destino della concessione del porto a quello dell’ex cinema. Dopo un anno di amministrazione ci si poteva aspettare di vedere il cantiere all’Excelsior e invece ancora manca un passaggio in Consiglio comunale, seppur formale. D’altronde questa maggioranza di centrodestra non ha mai mostrato interesse per la riqualificazione dell’ex cinema e di piazza della Marina, forse perché non è una loro iniziativa. Ma questo è molto grave per Porto San Giorgio».
Il debito della Sgds, i contratti di concessione del patrimonio comunale da rivedere, la questione del porto turistico da definire, il progetto del lungomare da dettagliare. Tutte questioni politicamente pesanti che il sindaco Vesprini ricorda di aver ereditato da chi lo ha preceduto ed alle quali ha dovuto metter mano.
«Vesprini si è trovato a gestire 5 milioni di Pnrr (lungomare ed edificio sociale di via delle Regioni), un prg del porto approvato e la variante del piano del borgo marinaro per la riqualificazione dell’immobile dell’ex cinema praticamente definita: ha un lavoro già fatto e solo da sviluppare. E poi non viene da Marte, ma dal mio fianco, della mia esperienza amministrativa porta tutti i successi e anche le difficoltà. Oggi è lì per risolvere i problemi, vecchi e nuovi, come si sono trovati a fare tutti i sindaci che si sono succeduti, seppur con alterne fortune».
Questo stesso discorso si può allargare anche al futuro dell’ecocentro?
«Alla fine del mandato avevamo portato in Consiglio una delibera di indirizzo per avviare questo procedimento che si era fatto urgente, sia per avere una struttura nuova e funzionale, sia per liberare l’area davanti all’ex lavanderia e procedere alla riqualificazione di quegli spazi ora che il proprietario è intenzionato ad investire. Poi, abbiamo valutato che era opportuno che di tutto il procedimento se ne occupasse la nuova Amministrazione. Tra l’altro alcuni rappresentanti di quella zona, dove avremmo voluto trasferire l’ecocentro ed il centro del riuso, (sotto via Medi ndr), chiedevano una interlocuzione sulle possibilità di riqualificazione della stessa via Medi. Avevamo condiviso anche con la minoranza di allora che serviva una ampia discussione. E’ passato un anno ma questo confronto non c’è stato, sembra che il nuovo ecocentro voglia essere fatto vicino al palazzetto, ma c’è bisogno di acquistare l’area dalla curatela fallimentare, fare una variante urbanistica, c’è il Ptc di mezzo, insomma c’è da aspettare ancora molto tempo con buona pace della riqualificazione dell’ingresso sud della città».














