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Mauro Giorgini

Scrive due canti preghiera, li invia al Pontefice e Papa Francesco gli telefona e lo ringrazia. Pensava ad uno scherzo Mauro Giorgini, poliziotto della Stradale di Civitanova e residente a Montecosaro quando ormai 3 mesi fa ha ricevuto quella telefonata.

All’altro capo della cornetta una voce gli dice: “Sono Papa Francesco”. Del “regalo” del Papa al montecosarese si è appreso solo in questi giorni quando Giorgini ha reso pubblica la storia tramite social. Tutto nasce dalle vicende umane di un amico di Giorgini: «Un mio amico, su suggerimento di un sacerdote, scrisse una mail ad un segretario del Papa per raccontargli le sue vicissitudini, dopo poco tempo ricevette una lettera dove si comunicava che il Papa era venuto a conoscenza delle vicende personali, che assicurava la sua preghiera e chiedeva di pregare per lui. Prendendo spunto da questo fatto, mi è venuta l’idea di mandargli due canti che avevo scritto sulle parole del “Salve Regina” e del “Vieni Santo Spirito”. Frenato dall’idea che potesse essere un atto di presunzione, ho aspettato diversi mesi, poi, il 24 febbraio, mi sono deciso e ho scritto a quell’indirizzo mail, pensando che forse, al massimo, mi sarebbe arrivata una lettera di risposta da qualche suo collaboratore».

Il primo marzo però un numero strano chiama Giorgini: «pensavo fosse la solita offerta di contratti vantaggiosissimi – scherza il poliziotto – invece le prime parole sono state “Sono Papa Francesco”. Rimango zitto e ragiono fra me e me: non avevo detto a nessuno di aver scritto al Papa, perché mi sembrava appunto un atto di presunzione. Reagisco con un “Mamma mia!”, a cui risponde. “No mamma, Sono il Papa! Volevo farle i complimenti per i canti che mi ha mandato e per il talento musicale.” A quel punto capisco che non era uno scherzo, per cui riesco a reagire raccontando che da tre anni ho scoperto la preghiera del Vieni Santo Spirito, mettendola tutti i giorni nelle preghiere del mattino, perché la trovo una preghiera straordinaria. Continuando a parlare lo informo che stavo preparando un canto sulle parole del Magnificat e lui: “Quando hai fatto mandamelo”.

Io farfuglio qualcos’altro, poi mi dice “Io prego per te e la tua famiglia tu prega per me”. Chiudo la telefonata, mi metto seduto e per un paio di minuti non riesco a capire cosa sia successo veramente, guardo il registro delle telefonate e capisco che era proprio tutto vero». Da questo evento straordinario che per molto Giorgini ha tenuto per sé fino ad oggi ha tratto anche un insegnamento:  «tante volte dico di non aver tempo neanche per telefonare a qualcuno che magari sta vivendo momenti di difficoltà, mentre il Papa che ha gli occhi del mondo intero puntati su di lui, per le questioni più difficili e gravi, trova due minuti di tempo per telefonare e ringraziare uno sconosciuto di un piccolo paese per due semplici canti». I due canti sono stati registrati e cantati da Federica Pantanetti, Cassandra Quaglia e Luca Ciarpella, con l’aiuto di Luca di Bonaventura.

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