«Il Sap (Sindacato autonomo di Polizia) esprime profondo rammarico per quanto sta accadendo, da parecchio tempo ai colleghi che raggiungono il traguardo della meritata pensione. Tutti i colleghi che hanno ottenuto il meritato “traguardo pensionistico” per raggiungimento del limite massimo di età lavorativa o di età contributiva o, in alcuni casi, anche per riforma dal servizio per inabilità fisica, devono aspettare oltre quattro mesi per ottenere la propria retribuzione mensile». Inizia così la nota stampa con cui Alessandro Patacconi, segretario provinciale del Sap, segnala, anzi stigmatizza, il problema legato al pagamento del trattamento pensionistico ai poliziotti che hanno appeso la divisa al chiodo.
«Stare senza “stipendio”, soprattutto in questo momento storico, comporta grande disagio a livello economico e psicologico ed indescrivibili difficoltà per “sopravvivere”. Far fronte agli impegni finanziari assunti in precedenza (mutui, prestiti ecc.) e fronteggiare le esigenze economiche della quotidianità (spesa giornaliera, visite mediche ecc.) per i nostri neo-pensionati – rimarca il segretario – è un problema insormontabile oltre ad un evidente imbarazzo di doversi misurare con la realtà di rimanere per lunghi periodi completamente privi di qualsiasi fonte di reddito e, oltretutto, senza avere la benché minima idea di quanto tale situazione si risolverà. Addirittura alcuni ex colleghi che potevano contare sul loro unico reddito e, in alcuni casi anche con familiari disabili, si ritrovano all’improvviso, dal giorno successivo alla pensione, privi di qualsiasi reddito e tale stato di fatto si sta protraendo da oltre 3 mesi. Ad aggravare la situazione in questo particolare momento dell’anno si aggiunge anche l’impossibilità da parte del pensionato-contribuente di effettuare la denuncia dei redditi con sostituto d’imposta. Infatti, i neo-pensionati non potranno effettuare la denuncia dei redditi con 730 precompilato (che scade il 30 settembre) usufruendo del sostituto d’imposta perché non è stato ancora preso in carico dall’Inps. Anche in questo caso si tratta di un danno economico alquanto rilevante perché molti dei nostri ex-colleghi/neo-pensionati hanno contratto mutui e possono vantare rilevanti spese detraibili e, pertanto, hanno crediti d’imposta anche elevati che non potranno ricevere a mezzo del sostituto d’imposta e per i quali si vedranno costretti ad attendere i lunghi tempi dell’Agenzia delle Entrate. Tutto ciò rappresenta una grave violazione dei diritti fondamentali delle persone ed in particolar modo di coloro che hanno dedicato gran parte della loro vita (oltre 40 anni) alla tutela dell’ordine pubblico contribuendo a garantire la stabilità e la sicurezza del nostro attuale sistema sociale. Il Sap auspica, dunque, che le autorità preposte possano intervenire con urgenza per sanare questa deprecabile situazione che umilia i nostri ex-colleghi non essendo tutelati nella parte conclusiva della loro vita lavorativa».















