«Oggi alle ore 16, sulla spiaggia libera, concessione numero 48, di fronte al Comune, lungomare Gramsci, organizziamo un presidio per dire stop alle trivelle, no al Tubo, Marche fuori dal fossile». E’ quanto annunciano dal Csa Officina Trenino 211.
«Dall’inizio della guerra in Ucraina abbiamo subìto contraddittorie dichiarazioni pubbliche su razionamento energetico e urgenza di transizione ecologica. In realtà ciò che si è concretizzato – dichiarano dall’Officina Trenino – é stato il ritorno ai combustibili fossili. Mentre milioni di persone sopportavano un’esponenziale aumento delle bollette e del costo della vita, i produttori di gas, riempitori di stoccaggi, operatori di rete e intermediari finanziari, si arricchivano in quel bazar da sultani che è stata nel 2022 la borsa del gas di Amsterdam. In questo contesto l’assalto all’estrazione dei combustibili fossili nel mare Adriatico, come nel resto d’Italia, è scattato in avanti e per questo sono in programma: una nuova perforazione estrattiva del pozzo “Donata 4 Dir”, di fronte le coste di Martinsicuro e San Benedetto del Tronto, la riattivazione della piattaforma Sarago Mare per l’estrazione di oli bituminosi da pompare direttamente agli stoccaggi a terra, il tutto di fronte alla costa tra Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio. Del primo impianto sappiamo che andrebbe a coprire lo 0,01% del fabbisogno nazionale di gas e dal secondo si otterrebbe idrocarburo di scarsa qualità, se unito a ghiaia e sabbia servirà a fare asfalti. Non proprio opere strategiche di primaria importanza nazionale ma dal forte impatto ambientale in contrasto con la presunta transizione “green” e su territori già sotto pressione antropica della monocultura del turismo. Territori che oltre dalle trivellazioni, vedranno la prossima realizzazione della Rete Adriatica Snam, il gasdotto che dovrebbe attraversare gli Appennini e le zone a più alto rischio sismico. Nuovi metanodotti e nuovi rigassificatori – concludono dal Csa – per fare dell’intera penisola l’hub del gas europeo, un progetto devastante e fuori tempo massimo. Tutto questo non allieverà le bollette e non fornirà lavoro, esponendoci al rischio di disastri ambientali per il solo guadagno dei soliti, mobilitiamoci contro questo ennesimo scempio».















