Giuseppe Donati

«È tornato il buonsenso dalle parti della Ast di Fermo. A seguito di un incontro chiarificatore e risolutivo convocato dal nuovo direttore amministrativo della Ast, Alberto Carelli, l’assurda ipotesi comunicata nei giorni scorsi, col rischio di privare i dipendenti del servizio mensa e dei buoni pasto sostitutivi a decorrere dal primo settembre, è stata revocata. I dipendenti potranno continuare a servirsi della mensa e ricevere il buoni pasto sostitutivi, senza soluzione di continuità». A parlare è il segretario Cisl Fp, Giuseppe Donati.

«Grazie alla risolutezza e alla tempestività della reazione sindacale in primis della Cisl Fp, il provvedimento inerente la mensa ed i buoni pasto è stato ritirato. Quindi, tutto rimarrà invariato ed il servizio continuerà ad essere garantito ai dipendenti aventi diritto. L’incontro di oggi pomeriggio è servito anche per salutare il ritorno di Carelli e fare l’imbocca al lupo alla nuova direttrice sanitaria Simona Bianchi. Per il momento, problema mensa superato ma non risolto il contesto economico preoccupante sul fronte del rispetto del tetto di spesa del personale in Ast Fermo. Come più volte segnalato dalla Cisl Fp, è inconciliabile l’incremento di nuovi servizi, vedasi emodinamica e radiologia interventistica, ad esempio, con l’assenza di nuove risorse economiche ed umane, specificatamente stanziate ed indirizzate alla creazione di tali servizi. Questo problema, se non si rivedrà in aumento il tetto di spesa della Ast di Fermo, prima o poi esploderà in tutta la sua gravità. La politica tutta deve farsene carico. Il recupero del tristemente famoso gap dell’Azienda sanitaria fermana con l’implementazione dell’offerta dei servizi resi ai cittadini residenti nella provincia, non potrà concretizzarsi se non a discapito di tagli in altri settori. Il mancato rispetto delle proiezioni mensili sulla spesa, per la Ast di Fermo, potrebbe diventare una triste consuetudine se non si agirà con stanziamenti straordinari, ormai irrinunciabili e improcrastinabili. Sempre che non si voglia condannare la sanità fermana ad essere di serie B. Nuovi servizi significano, nuovi e consistenti investimenti. Basta con la regola dell’iso-risorse che ha ridotto Fermo ed i residenti ad essere oggetto di migrazione sanitaria con forti perdite economiche per l’intero sistema sanitario regionale a causa della mobilità passiva che s’ingenera di conseguenza. Oggi la Cisl Fp ha collaborato con buonsenso, alla soluzione di un problema che aveva creato forte agitazione e malcontento tra i dipendenti ma la strada da fare per migliorare l’organizzazione e la qualificazione dei servizi è ancora molto lunga».

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