Elvezio Serena

«La Cavalcata dell’Assunta di Fermo incanta personalità della cultura e della scienza: una consigliera nazionale di Italia Nostra e un docente universitario dell’Aquila. Il docente affascinato anche dall’itinerario lungo la vecchia ferrovia Adriatico-Appennino». E’ quanto scrive, in una mail, il professor Elvezio Serena. Mail che riceviamo e pubblichiamo:

«Ho segnalato via mail e tramite WhatsApp ad amici e colleghi sparsi un pò lungo la penisola, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, passando per Roma, la possibilità – scrive il professor Serena – di vedere su Rai3, sabato scorso, il programma sulla Cavalcata dell’Assunta di Fermo. Riporto integralmente la mail di Liliana Gissara, consigliera nazionale di Italia Nostra, che ha visto il Palio da Siracusa, città dove risiede»:

«Caro Elvezio, non è che dopo 40 anni ci sono voluti i miei auguri per fare vincere la contrada “Pila”? Ti dirò che ho molto apprezzato anche le manifestazioni collaterali; mi è piaciuto più di quello, celebratissimo, di Siena. Ha un’aria più familiare ed è molto importante lo spirito di comunità che viene rafforzato dalla continuità, durante tutto l’anno, delle pratiche legate al Palio. I contradaioli  esprimono una identità culturale forte, in grado di resistere alle spinte disgregatrici ed omologanti che ci stanno rovinando tutti. Bravi tutti e congratulazione ai Fermani per avere conservato così a lungo  tratti culturali ed identitari veramente notevoli”. Un carissimo saluto».

Il professor Elvezio Serena, nella sua mail inviata anche alla nostra redazione, riporta anche il commento del professor Marcello Crucianelli, ordinario di Chimica Generale ed Inorganica, Università dell’Aquila:

«Caro Elvezio, ti allego un breve resoconto della mia prima Cavalcata dell’Assunta: quest’anno, il 14 agosto ho assistito per la prima volta, alla sfilata del corteo storico della Cavalcata dell’Assunta che, dalla Chiesa di Santa Lucia a Fermo, risale lungo il Corso per terminare poi nel punto più alto della città, dove sorge maestosa la Cattedrale. La manifestazione a lume di torce e di candele, dalla duplice valenza sia religiosa che politica, è affascinante, fastosa ed elegante, a dimostrazione della potenza e della ricchezza dello stato fermano, che si voleva testimoniare all’epoca. I costumi delle varie contrade sono raffinati e ricercati e si nota l’accurata ricostruzione delle ambientazioni storiche testimoniate, per ciascuna contrada, dalle rappresentanze delle varie corporazioni artigianali, dai Priori e dalle autorità cittadine. E poi c’è la competizione vera e propria, la Corsa del Palio, con il pregiato drappo che ogni anno viene proposto in una veste originale frutto del lavoro di artisti emergenti, con lo scopo di rappresentare l’essenza stessa di questa storica competizione. Infine, ciliegina sulla torta, quest’anno il drappo è andato alla contrada Pila che non lo vinceva dal 1982, vale a dire dall’anno in cui questa affascinante tradizione è stata recuperata. Caro Elvezio, ti invio un breve commento sul bellissimo itinerario che mi hai fatto scoprire per la prima volta: ripercorrere l’affascinante tracciato della vecchia linea ferroviaria Porto San Giorgio-Fermo -Amandola è stato denso di significati e rappresenta un’esperienza che consente di rivisitare il passato riflettendo sul futuro e sulle opportunità che possono scaturire dalla rivalutazione di queste testimonianze, uniche, della nostra storia recente. Il patrimonio delle vecchie stazioni ferroviarie, affidato ad associazioni o fondazioni, può davvero rinnovarsi trasformandosi in spazi di promozione turistica e ambientale, centri culturali e di aggregazione per giovani e anziani, spazi museali e di testimonianza e luoghi di attività culturali di cui la nostra società contemporanea ha estremamente bisogno».

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