Don Giordano Trapasso

 

La festa di tutti i Santi, la commemorazione dei defunti, fino al tema di Halloween. Don Giordano Trapasso, vicario generale dell’Arcidiocesi di Fermo, ne ha parlato questo pomeriggio ai microfoni di Radio Fm1. Un intervento, il suo, iniziato dalla sottolineatura sull’importanza della ricorrenza di inizio novembre per la comunità cristiana.

«Ognissanti è importante, perché in un’unica festa abbiamo tutte le incarnazioni della santità nella storia, dai canonizzati ai non canonizzati – spiega il vicario generale dell’Arcidiocesi di Fermo – In questo giorno la Chiesa ci indica quanto sia creativo lo Spirito santo, perché la santità ha tantissime strade: lo si può essere da presbiteri, da laici, da missionari, le forme sono le più svariate. In questo giorno la Chiesa ci indica anche che la santità è vocazione di tutti noi cristiani».

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Altrettanto significativo il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti. «Noi cristiani quando ci avviciniamo alla fine dell’anno liturgico siamo chiamati ad interrogarci sul senso della nostra vita e delle azioni. In questo senso, è giusto pensare anche ai nostri defunti, che per chi ha fede sono ancora vivi».

Non può mancare, poi, un riferimento alla festa di Halloween, che spesso, in questo periodo, genera contrapposizione tra fedeli e non. Don Giordano parte da un’analisi storica: «Secondo alcune interpretazioni, nell’antichità anche i celti cattolici celebravano questa festa, come vigilia del giorno dei Santi. Per altri si tratta invece di una festa celtica non cristiana, dedicata al dio dei morti, che avrebbe aperto in questa data la porte del regno dei defunti. C’è poi l’appropriazione che ne hanno fatto movimenti occultisti e satanisti. Di certo, da circa 30 anni ad oggi in particolare, è diventata una festa molto consumistica».

Il vicario dell’Arcidiocesi di Fermo smorza però i toni: «Non sono propenso alle grandi contrapposizioni e non amo demonizzare, pur condannando, chiaramente, ogni forma di esoterismo e satanismo – la riflessione del sacerdote – A mio avviso noi adulti dobbiamo chiederci piuttosto che cosa sia educativo. Questo mi sembra il tema più interessante. Un autore francese ad esempio, in un’opera in cui si chiede perché Halloween abbia soppiantato la festa dei Santi, sostiene che noi cristiani diamo spesso la sensazione di essere troppo cupi e che la nostra idea di santità sia troppo elevata ed irraggiungibile. Forse abbiamo bisogno di leggerezza e, come ci insegna il Papa, ci sono anche i santi della porta accanto».

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