Domenica 5 novembre, a Fermo,  in piazzale Azzolino, si terrà,  a partire dalle 17, un Presidio per la Pace convocato dal Comitato “5 Luglio”  e dalla Comunità Musulmana del Fermano, che esprimerà «l’urgenza immediata – spiega Alessandro Fulimeni a nome degli organizzatori – di cessare il fuoco su Gaza, interrompere l’assedio e lo sterminio della popolazione civile e la repressione nei territori occupati».

«In questi drammatici giorni si susseguono i massicci bombardamenti di Israele sulla popolazione civile, stretta in una morsa disumana, che non risparmia ospedali, luoghi di culto, campi profughi e scuole. Un assedio totale di proporzioni catastrofiche che sta provocando decine di migliaia di morti, tra cui circa il 40% bambini, con metodi da rappresaglia che hanno tolto cibo, acqua, medicinali e energia elettrica. Nel silenzio e nella complicità della comunità internazionale si sta consumando un crimine contro l’umanità su un popolo che non ha vie di scampo, mentre il governo italiano si astiene vergognosamente sulla risoluzione Onu che chiedeva una tregua, la fornitura di aiuti e servizi essenziali alla popolazione della Striscia di Gaza e l’apertura di corridoi umanitari. Le immagini che ci arrivano, sconvolgenti nella loro disumanità e brutalità – aggiunge Fulimeni – impongono a chiunque non sia totalmente insensibile ai diritti umani di fare tutto il possibile per fermare questo genocidio, di prendere posizione, di chiedere che l’Italia eserciti un ruolo attivo per un processo di pace che garantisca la fine del massacro in atto e dell’occupazione israeliana, il rispetto del diritto internazionale,  il riconoscimento dello Stato di Palestina, della sua indipendenza e autodeterminazione. Gli antidoti alle guerre sono la garanzia dei diritti fondamentali per tutti! Non si può restare indifferenti! C’è un urgente bisogno di agire per il dialogo, la verità e la giustizia affinché entrambi i popoli possano vivere in un futuro di pace, convivenza e  libertà. La nostra condanna contro ogni atto di guerra è assoluta, così come il ripudio della violenza – conclude – contro la popolazione civile, da qualsiasi parte provenga e invitiamo pertanto tutte e tutti a manifestare  per chiedere a gran voce il cessate il fuoco immediato e la costruzione di un futuro di pace in Medio Oriente fondato sulla giustizia e sulla libertà».

 

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