di Serena Murri
Anche il tribunale di Fermo promuove la cultura come viatico per la difesa dalla violenza di genere, proponendo un modello di società dove le donne siano libere di vivere in sicurezza e nel rispetto della dignità. L’iniziativa, dal titolo “Pensieri e Parole. Basta violenza sulle donne”, si è svolta questa mattina presso il Palazzo di Giustizia di Fermo e, organizzato dal Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Fermo presieduto dall’avvocato Laura Botticelli, ha registrato l’adesione di Aiaf, Ondif, Camera Penale, Aiga, Ami, l’Organismo di Mediazione del Tribunale nonché di magistrati, della Procura, degli ufficiali giudiziari e del personale di Cancelleria. Presente anche il presidente del Tribunale, Bruno Castagnoli.
A dare il benvenuto al momento di riflessione, collettiva e condivisa che ha coinvolto tutti gli operatori del diritto, proprio l’avvocato Laura Botticelli: «Abbiamo voluto celebrare uniti la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, dopo la tragica vicenda di Giulia Cecchettin. Per combattere questo fenomeno che affonda le radici in fattori di ordine sociale ed economico, dobbiamo lavorare tutti insieme per arrivare a un modello culturale basato sul rispetto e sulla parità, partendo dalla scuola e dalle nuove generazioni. C’è la proposta dell’educazione sentimentale a scuola, non sappiamo se diventerà realtà ma avvertiamo l’esigenza di lavorare con i giovani e con le scuole. Per questo stiamo preparando con l’istituto Montani un percorso di formazione per sensibilizzare i ragazzi sulla violenza di genere, le discriminazioni e il rispetto. Abbiamo coinvolto, oltre alle istituzioni forensi, i magistrati, la Procura, le associazioni, gli ufficiali giudiziari, il personale di cancelleria. Il tutto per contribuire alla diffusione della cultura della legalità in ogni ambito. In qualità di moderatori del diritto, possiamo favorire quell’evoluzione sociale e collettiva che non può prescindere da una società in cui le pari opportunità e la non discriminazione siano realizzate a tutto tondo. Se non si crede nella legalità, non si nutre la cultura del rispetto lasciando spazio alla violenza». Per l’occasione, sono stati letti brani, testi poetici, stralci di arringhe in cui le donne erano e restano protagoniste.
I dati emersi menzionati durante l’iniziativa, mostrano che sono 55 le donne trovate morte per mano del partner, In aumento, dopo il 2022, il numero di omicidi perpetrati dal partner che da 58 sono diventati 60, mentre le vittime, da 53, passano a 55. Un trend in crescita del 40% con 6291 episodi nel 2022, contro i 4488 del 2013. La percentuale di donne vittime di violenza ha un’incidenza vicina al 90% in tutti i periodi di analisi. Il trend dal 2022 al 2023 mostra un incremento del 105% per maltrattamenti contro familiari e conviventi, con un aumento del 48% per i reati persecutori, un 75% di donne vittime di violenza e l’81% di violenza contro familiari e conviventi, con il 91% delle violenze che sono sessuali. Nel 2023, ogni giorno, 85 donne sono state vittime di reato, il primo semestre 59 sono state uccise. Il numero delle vittime di sesso femminile è di 4 volte superiore a quello maschile. Si rivolgono a centri anti violenza donne italiane di età compresa tra 30 e 59 anni, con un’occupazione. Cresce anche la percentuale delle donne con figli che assistono alle violenze.
In chiusura, Fabiana Screpante, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Fermo è così intervenuta: «Mi ha colpito la frase di una collega intervenuti a mezzo stampa in questi giorni che diceva che se aspettiamo che ci sia il “gabbio” per i sintomi, non sarà mai possibile fermare la violenza. Quest’ultima non si combatte solo nelle aule dei tribunali. Le sole regole non bastano. Questa iniziativa ci fa fare un passo verso una cultura del rispetto e della parità di genere nella vita di tutti i giorni e nelle azioni quotidiane, questa è la base per prevenire abusi e violenze. Poniamoci una domanda: cosa possiamo fare per essere determinanti nella cultura del rispetto nella vita quotidiana? Non accontentiamoci di arrivare subito ad una risposta. Il cambiamento nasce solo se riusciamo a mantenere viva in noi, ogni giorno, questa domanda. Chiudo con le parole pronunciate dal presidente del Cnf, Francesco Greco: “Noi avvocati, che abbiamo una cultura giuridica e umanistica, dovremo fare uno sforzo in più, per diffondere la cultura del rispetto e del dialogo”».



















