Le tamerici sul lungomare Gramsci sud di Porto San Giorgio

Non sembra placarsi lo scontro tra gli ambientalisti e l’Amministrazione comunale rispetto all’ipotesi, peraltro confermata da quest’ultima, di spostare ad est il filare di tamerici presente sul lungomare sud, nel tratto già oggetto di intervento da parte della ditta incaricata di riqualificare la passeggiata grazie ai fondi del Pnrr. Ai timori espressi dai comitati in una lettera aperta indirizzata dal sindaco Vesprini nella quale si fa esplicito riferimento al rischio che le tamerici possano morire, ha risposto stamane la maggioranza di centrodestra definendo «prive di fondamento le parole della associazioni ambientaliste».

Le stesse che, nel tentativo di fermare lo spostamento di queste essenze arboree, hanno chiesto a dicembre l’intervento della Regione Marche ed in particolare della Direzione agricoltura e sviluppo rurale e del Settore forestazione e politiche faunistico venatorie. In una segnalazione dettagliata gli ambientalisti parlano di «pregiudizio ambientale e paesaggistico che lo spostamento/abbattimento determinerà» e di «patrimonio da salvaguardare». Sulla base di questa segnalazione, la Regione a sua volta ha chiesto chiarimenti al Comune. L’obiettivo è quello di avere tutte le informazioni per proporre o meno l’adozione di una deliberazione della Giunta Acquaroli «che integri l’elenco delle formazioni vegetali monumentali inserendo il filare di tamerici» presente a Porto San Giorgio si legge nella lettera arrivata da Ancona. Insomma, una sorta di tutela, che potrebbe, qualora apposta, rendere necessario forse rivedere il progetto stesso di rifacimento del lungomare. Da qui la richiesta di un sopralluogo congiunto con i Carabinieri Forestale e non solo. La Regione chiede altresì copia del progetto e di valutazioni tecnico-scientifiche alternative «all’abbattimento/zollatura e spostamento degli esemplari. Questa valutazione tecnica e scientifica è da ritenersi essenziale, da condurre analizzando tutte le ipotesi, anche per poter trovare una forma di condivisione delle modalità realizzative ed esecutive dell’opera con chi ha manifestato scetticismo o contrarietà, sempre che queste siano adeguatamente motivate» così nella missiva inviata pure al Comitato. Regione, infine, che chiede, tra le altre cose, se sia stata valutata l’ipotesi «piuttosto ardita, data l’età e le dimensioni dei soggetti arborei di tamerice, della zollatura e trapianto in altro luogo, anche con riferimento alla bibliografia e letteratura tecnico-scientifica inerente casi analoghi». Nodi che gli uffici di via Veneto sono stati quindi chiamati a sciogliere prima di una pronuncia definitiva da parte della Regione stessa.

Sa. Ren.

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