«Sulla bretella Civitanova Marche – Bivio Cascinare arriva finalmente un fatto nuovo e rilevante: la Regione Marche e gli enti competenti hanno sollevato diverse criticità sul progetto, chiedendo una corposa integrazione documentale. Ciò che il Comitato dei cittadini e dei residenti  “Una Bretella Per Chi” denuncia da mesi, spesso ignorato. Oggi si scopre che quelle perplessità erano fondate: non ostruzionismo, ma buon senso e tutela del territorio. Per noi questo è il momento di cambiare approccio. Non serve lo scontro, serve confronto costruttivo, senza pregiudizi, nell’interesse esclusivo della comunità». E’ quanto sostengono dal gruppo Progetto Democratico da Sant’Elpidio a Mare.

«Chiediamo all’Amministrazione comunale trasparenza e comunicazione puntuale. La cittadinanza deve essere informata in modo chiaro, completo e per tempo. Quanto accaduto con la possibilità di formulare osservazioni sul progetto, comunicata solo a ridosso della scadenza per l’invio, non può ripetersi. Così non si coinvolgono le persone, le si esclude. Serve un confronto pubblico vero, un momento aperto e partecipato che raccolga le perplessità dei residenti, le chiarisca punto per punto e le trasformi in miglioramenti progettuali. Un’opera pubblica deve servire la comunità, non crearle disagio. Il nodo principale l’ambiente, la tutela dell’area interessata, inquinamento e impatto acustico, occorrono valutazioni certe e approfondite sull’impatto acustico e sulla qualità della vita dei residenti».

«Il tema centrale il rischio idraulico. Parliamo di una zona sensibile, in un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo con l’alluvione. Nessuno ha dimenticato. Non possiamo accettare opere che aumentino la pericolosità invece di ridurla. Non siamo contro le opere utili. Siamo contro le opere fatte male, senza ascolto e senza le garanzie necessarie per la sicurezza dei cittadini». Il gruppo Progetto Democratico conclude dicendo che «vigilerà come sempre» e si farà «promotore di iniziative che coinvolgano enti e popolazione. La richiesta di integrazione della Regione non è un intoppo burocratico: è un’opportunità per fare le cose per bene».

 

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