di Sandro Renzi

Il progetto di valorizzazione della cultura marinara passa anche attraverso il Pic pesca che la giunta Vesprini ha deliberato di riassegnare allo stesso consorzio che lo ha gestito negli ultimi tre anni e di cui fanno parte Covopi, armatori, Cogepa e cooperativa Recchioni. Il sodalizio, dunque, continuerà a gestire il Pic Pesca fino al 2026 versando alle casse comunali un canone annuo di 1.000 euro comprensivo delle spese legate alle utenze. Chi meglio di loro, ovvero gli operatori del settore, può pensare di dare attuazione ad un progetto che mira a valorizzare le tradizioni marinare investendo per l’appunto nella “Casa dei pescatori”. Seguendo peraltro una linea tracciata già dalla passata Amministrazione Loira che aveva inaugurato il museo in corso Castel San Giorgio.

Il Pic pesca, negli ultimi tempi, è stato utilizzato per organizzare convegni a tema, degustazioni di prodotti ittici, per ospitare anche chi al mare ha dedicato la sua vita professionale. L’assessore con delega alla pesca, Fabio Senzacqua, ha valutato positivamente le attività svolte nell’ambito del progetto sperimentale ed intende, si legge nelle delibera «potenziare e valorizzare tutte le iniziative volte ad incrementare la conoscenza della cultura marinara e la consapevolezza delle tradizionali locali». Si tratta di una proposta in linea, peraltro, con gli obiettivi della cosiddetta strategia macro regionale nell’ambito della promozione e della gestione sostenibile della pesca e del marketing, in linea pure con la programmazione comunale che punta a riqualificare la zona sud di Porto San Giorgio sia sotto il profilo urbanistico che dell’accoglienza attraverso le diverse manifestazioni come Vongolopolis o la Festa del Mare.

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