La sala studio dell’Archivio di Stato a Fermo

di Laura Cutini

E’ voce ricorrente negli ultimi giorni, circolata fra Toscana e Marche, quella della presenza di Dante Alighieri in terra fermana, più precisamente a Fermo. Ma qual è la verità? Non esistono ancora prove scientifiche certe ed atte ad avvalorare senza alcun dubbio le ipotesi avanzate da due scrittori toscani, Rita Monaldi e Francesco Sorti. La loro opera di ricerca ed approfondimento li ha portati nell’Archivio di Stato di Fermo, dove sono presenti documenti che avvalorerebbero la teoria secondo cui Dante Alighieri (partendo da un riferimento al figlio Jacopo) avrebbe trascorso un periodo della sua vita in città. Ma nessuna ricerca storica e documentata finora ha condotto con assoluta certezza alla verità. I documenti trovati, infatti, non sarebbero sufficienti a confermare le ipotesi avanzate dai due scrittori, è necessario avvalersi di un riscontro più ampio, proveniente da fonti diversificate, per confermare qualsiasi teoria sul passaggio del sommo poeta nel nostro territorio.

A tal proposito è intervenuta la direttrice dell’Archivio di Stato, Francesca Mercatili, a dare il suo punto di vista sulle voci sempre più insistenti degli ultimi giorni, invitando tutti alle dovute cautele sul caso.

«Non possiamo dare certezze inconfutabili in merito alle voci che si sono susseguite sulla presenza di Dante a Fermo – afferma Francesca Mercatili – da parte mia non c’è nessuna intenzione di confermare né di smentire la notizia. Posso solo assodare la presenza di antichi documenti che nei nomi e nei rimandi storici darebbero giustificazione di queste ipotesi. Questo vuol dire che l’Archivio è una fonte inesauribile di informazioni e notizie, entrarci è anche questo. Imbattersi in personaggi e in nomi che possono ricondurre a dei personaggi molto noti, può succedere. Da qui però ad affermare con certezza che quel nome corrisponda effettivamente al personaggio di cui si è parlato, lo trovo quantomeno azzardato».

Dante nel ritratto di Sandro Botticelli (fonte wikipedia.it)

I due ricercatori e scrittori toscani infatti avvalendosi delle procedure necessarie per visionare i documenti del ‘300 a cui si fa riferimento, avrebbero trovato più di una analogia fra la biografia del sommo poeta e alcuni testi presenti nell’Archivio di Stato della città di Fermo. L’indagine non si ferma qui, anche se quanto emerso risulta ancora troppo scarno di prove concrete ed inconfutabili e la ricerca in tal senso prosegue. «Tutti noi, ma anche l’opinione pubblica, attendiamo l’uscita del libro – prosegue la direttrice – per avvalorare o meno queste teorie. Purtroppo la presenza di un unico testo non può dare l’assoluta certezza di quanto pubblicizzato o affermato di recente. Anche noi ci stiamo muovendo perché si possano trovare altri riscontri in merito. Certo è che la presenza di una scuola fiorentina a Fermo è documentata anche da un altro poeta fiorentino, Emanuel Romano. Vorrei ulteriormente chiarire che l’archivio è un tesoro di informazioni che vanno al di là di una conoscenza basilare, e che possono essere scoperte. Le risposte in un archivio sono nascoste nei documenti, noi non abbiamo dossier. C’è necessità di andare avanti per verificare questa voce divenuta di rilievo in poco tempo, non nascondo che molti appassionati e storici sono già a lavoro per cercare altre prove. Evitiamo di dare notizie senza riscontri, i dati ci sono ma bisogna aspettare l’evidenza e le risultanze di questa scoperta, ad oggi non è possibile assodare questa ipotesi dandola come certa». Restiamo in attesa dunque di prove incrociate, le quali possano o meno confermare le ipotesi circolate negli ultimi giorni. 

Dello stesso avviso, il sindaco Paolo Calcinaro: «Da due giorni seguo con attenzione studi e notizie sulla possibile presenza nel ‘300 del figlio di Dante Alighieri, o forse anche del Sommo Poeta, proprio a Fermo. Penso che su questo tema sia necessario tutto l’approfondimento possibile per verificare con la maggior certezza possibile o, può accadere, per smentire la notizia. Certo che un punto rimane: quanta storia ha questa città e quanto ha ancora da raccontare».

 

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