Rotatoria di San Tommaso, si va. Ma c’è anche chi, tra i residenti in zona, c’è chi chiede più attenzione sui lavori.
Aperta e transitabile da venerdì pomeriggio a San Tommaso la rotatoria che potrà così regolamentare il traffico veicolare all’altezza dell’incrocio tra la Strada statale 16 “Adriatica” e la Strada provinciale “Paludi”. Opera che è stata realizzata nell’ambito della viabilità di adduzione al nuovo Ospedale di Fermo, di cui è committente la Provincia, che insiste nel territorio del Comune di Fermo.
Ad esprimere soddisfazione per quest’opera il presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi: «Il territorio si dota di un’opera importante che migliorerà la viabilità e la percorribilità delle zone interessate. E’ un intervento che rientra nella viabilità che andrà a servire il nuovo ospedale, un’opera infrastrutturale che avrà ricadute importanti e positive sullo sviluppo del sistema viario provinciale. La viabilità del territorio migliora e questo rientra nella programmazione dell’amministrazione provinciale, per cui ringrazio vivamente il lavoro importante dell’Ente degli uffici provinciali per quanto fatto, e per aver dato un’opera essenziale al territorio».
Opera che sarà in particolare funzionale anche per la zona produttiva, dove si registra un transito sempre molto intenso: «Un’importante opera che diventa realtà e senza una squadra vera e propria in Provincia i fondi messi dalla precedente amministrazione regionale e dall’ex assessore Cesetti, che ringrazio, sarebbero andati persi. Un’opera – le parole del sindaco di Fermo e vicepresidente della Provincia con delega all’urbanistica, al nuovo ospedale e alle relative opere di adduzione Paolo Calcinaro – attesa da decenni la rotonda di San Tommaso che è stata realizzata e che è stata aperta, un grazie al presidente della Provincia, Michele Ortenzi, a tutti i consiglieri, al dirigente Gian Luca Rongoni, al direttore dei lavori Remo Diletti, allo studio di progettazione Arkteam, alla ditta esecutrice Asfalti Piceni e a tutti gli uffici provinciali per l’impegno profuso nell’ultimo anno e mezzo per non perdere il finanziamento»
«Era un’opera necessaria e che l’amministrazione provinciale ha realizzato per dare al territorio una viabilità sempre più moderna e che agevoli l’importante transito che si registra in quel tratto, un grazie al presidente Ortenzi, al vicepresidente Calcinaro e agli uffici provinciali. Ora siamo in attesa dell’ultimazione della rotonda de La Corta che pure ha grande importanza» le parole del consigliere provinciale con delega alla viabilità Endrio Ubaldi.
Ma, come si diceva, c’è chi chiede di aggiustare il tiro. E, nello specifico, a farlo sono tre residenti in zona, R.L.,D.L e J.M. che hanno qualcosa da dire in relazione ai lavori in corso di esecuzione, della rotatoria all’intersezione tra la Ss 224 Paludi e la SS 16 Adriatica: «Dalla visione del progetto dei lavori si rileva che parallelamente alla SS 16, lato sinistro direzione sud (corsia sud-nord) sarà realizzata una corsia a servizio dei fabbricati lì presenti, perlopiù già dotati di recinzione e cancello d’ingresso. Manifestiamo il timore che la realizzazione di quella corsia, a causa di una larghezza esigua o per la presenza di un guard rail, renda disagevole, se non addirittura impossibile, l’accesso alla proprietà ad autovetture, nonché a mezzi necessari per l’esecuzione di opere edili che nel tempo dovessero rendersi necessarie. Chiediamo pertanto di tener conto, nella realizzazione della suddetta corsia, della necessità di garantire un’agevole accessibilità alla proprietà privata». E ancora: «La realizzazione di una corsia della larghezza di soli 5 metri lineari parallelamente alla SS16 ed in aderenza al cancello di ingresso ostacola e/o impedisce l’accesso e l’uscita da una proprietà privata. Tale circostanza è stata concretamente riscontrata e prontamente segnalata al direttore dei lavori nella mattinata del 7 marzo scorso quando è stato tracciato il posizionamento del cordolo di separazione di detta corsia.
Si diffida pertanto dal proseguire nella realizzazione di opere che causeranno un grave danno permanente ed una violazione del diritto di accedere liberamente alla proprietà senza provvedere preliminarmente ad ogni utile accorgimento che scongiuri tale infausta evenienza».















