di Serena Murri
I proprietari delle ville storiche aprono le porte ai matrimoni. Tre, come preannunciato da Cronache Fermane, le ville: Santa Maria del Poggio, villa Bonaparte e villa Clarice che si aggiungono agli altri due siti utilizzabili per celebrare il rito matrimoniale, il Comune, il teatro e la Rocca. L’assessora Carlotta Lanciotti: «Rappresentano la storia della città». C’è la firma della convenzione, sottoscritta dal Comune e dai proprietari.
A introdurre l’argomento il dirigente degli Affari generali del Comune, l’avvocato Carlo Popolizio, che ha parlato di un’iniziativa in cui il Comune ha creduto e che non nasce da ieri: «Così si crea un percorso per i matrimoni all’interno di alcune prestigiose ville le cui proprietà hanno dato la disponibilità a far celebrare il rito civile all’interno. In virtù di una delibera di giunta, sottoscriviamo la convenzione con i proprietari delle tre dimore, per chiedere il nullaosta alla Prefettura e qualificare le sedi alternative a quella del comune per la celebrazione. Sotto il profilo del marketing, l’intento è di creare un circuito di prestigio che valorizzi le ville, unite alle nostre strutture istituzionali, il Comune, il teatro e Rocca Tiepolo».
Oggi la firma della convenzione che consentirà a chi vorrà convolare a nozze con rito civile, di scegliere una delle ville, attraverso una semplice richiesta in Comune o tramite i canali digitali a disposizione con lo sportello telematico polifunzionale alla voce “matrimoni”, per ottenere l’immediata autorizzazione per una delle location. Alla firma anche l’assessora al bilancio, Alessandra Petracci: «Nel nostro territorio, avere tutte queste ville storiche, una addirittura è una reggia (villa Bonaparte), è un vanto. Ci sono anche villa Salvadori e villa Montanari che non sono a disposizione. Però, cinque ville di questo prestigio, in un piccolo territorio, danno un grande lustro e ringraziamo chi partecipa all’iniziativa».
Il «segreto per non abbandonarle sta nel viverle» come ha sintetizzato Giuseppe Amici, proprietario di villa Clarice che ha spiegato: «Porto San Giorgio ha la peculiarità di avere questa concentrazione di dimore storiche importanti, tutte collocabili negli anni ottocenteschi. La piacevolezza e salubrità del posto rappresentavano un’unicità tale che chi poteva farsi una villa, sceglieva Porto San Giorgio. Ora, siamo disposti a tante cose. Un plauso all’iniziativa del Comune».
Come ha spiegato l’assessora Carlotta Lanciotti «è un patrimonio da valorizzare attraverso convenzioni come questa. Mostrare il patrimonio che abbiamo è fonte di arricchimento sia dal punto di vista artistico che come possibilità per i futuri sposi. Abbiamo sempre spinto sul rinnovamento del patrimonio per metterlo a disposizione delle visite, anche attraverso presentazione di libri ed eventi per catalizzare l’attenzione e avere quel quid in più per essere circondati da arte e bellezza. Le ville rappresentano la storia di Porto San Giorgio, con uno stile che ci caratterizza anche su tutto il lungomare».
«Siamo molto legati a questa residenza -ha spiegato Chiara Mazzoni, affiancata dal fratello Francesco, proprietari di Villa Poggio – la comprò nostro nonno Francesco nel 1992, quando sono nata. Abbiamo un legame molto forte con questo luogo, da piccoli giocavamo nel parco. Mi piace sottolineare la condivisione di questi spazi con il nostro paese. Non a caso, il nostro logo è un cancello che si apre. È bello condividere la bellezza. Da poco stiamo organizzando presentazioni di libri e concerti da camera. Quando ero piccola, mio nonno organizzava Di villa in villa e volevo riproporlo, così ci stiamo adoperando per far tornare la casa a brillare».
Il bello di queste ville è che sono vissute dai proprietari come ha sottolineato il dirigente, Carlo Popolizio che ha tenuto a chiarire che «i rapporti con i privati sono autonomi. Noi abbiamo voluto poter favorire la celebrazione del rito all’interno di siti particolari e storici. Abbiamo attuato quello che la legge già prevedeva in altre sedi deputate al ricevimento o nel parco. I diritti da versare al Comune sono di 500 euro, il costo per la villa è un costo a parte da accordare con il privato».
Matrimoni in tre ville storiche, c’è l’ok della giunta. Per ogni rito il Comune incasserà 500 euro


















