di Alessandro Luzi
A furia di far ribollire l’acqua in pentola, alla fine il coperchio è saltato. Il patrocinio del comune di Fermo all’incontro con lo storico Eric Gobetti è diventato un caso politico. Il centrodestra provinciale è su tutte le furie e chiede al primo cittadino, Paolo Calcinaro, di tornare sui suoi passi. Sul fronte opposto il centrosinistra e Fermo Capoluogo si sono compattati a difesa del ‘vessillo’. In tutto questo gran parlare manca la voce del protagonista principale della vicenda, cioè quella del primo cittadino. Tirato per la giacchetta da destra e da sinistra ha preferito chiudersi nel silenzio insieme a tutta l’amministrazione comunale. I motivi? Sicuramente non sono in una posizione comoda visto che la giunta è formata da correnti provenienti sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Lo stesso vale per la composizione della maggioranza in consiglio comunale. Una cosa è certa, strade intermedie non ci sono. Qualsiasi decisione presa farebbe ingoiare un boccone amaro a una componente politica del baluardo. E trovare una sintesi sul tema ‘foibe’ è davvero difficile, se non impossibile. Ma facciamo un passo indietro.
Il 30 marzo sulle pagine social dell’Anpi provinciale spunta la locandina dell’evento ‘Uso e consumo della storia: una narrazione consapevole’, con cui l’associazione annuncia anche la partecipazione dello storico Eric Gobetti, autore dei saggi ‘E allora le foibe?’ e ‘I carnefici del Duce’. L’evento, in programma il 10 aprile all’auditorium San Filippo Neri, è organizzato dall’Anpi fermana in collaborazione con Rete degli studenti medi. Fin qui tutto bene, se non fosse che sulla locandina compare anche il logo del comune di Fermo in quanto ha patrocinato l’iniziativa. Allora apriti cielo. Immediata la nota stampa di CasaPound a firma del dirigente locale Michele Sgariglia in cui chiedono all’amministrazione di revocare il patrocinio e di non concedere la sala. Secondo Sgariglia la posizione di Gobetti sulle foibe non è accettabile. Posizione condivisa poi da tutto il centrodestra provinciale, dall’Udc a Noi Moderati a Gioventù Nazionale, passando per Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, fino al comitato 10 febbraio. Sulla vicenda è entrato a gamba tesa anche Gianluca Tulli, consigliere comunale indipendente (ex Lega) che chiede all’amministrazione «di uscire dall’ambiguità».
A compattarsi non è solo il fronte del centrodestra. Sul versante opposto, infatti, canta all’unisono anche il centrosinistra. Ovviamente per ragioni opposte. Se a destra chiedono la revoca del patrocinio e la concessione dell’auditorium, a sinistra invitano Calcinaro a voltarsi dall’altra parte e non dare ascolto alle pressioni. Secondo il Pd e Fermo Capoluogo «la narrazione fornita unilateralmente dalla destra, è volta a paralizzare l’approfondimento dei fatti realmente accaduti tra il 1943 e il 1945, con infondate accuse di “negazionismo”». E adesso il rebus da sciogliere spetta al sindaco: tornerà sui suoi passi e accontenterà il centrodestra o, mantenendo tutto così, farà tirare un sospiro di sollievo al centrosinistra? Certo è che alzare il ditino, dire “scusate, ho sbagliato!”, per la corrente dem sarebbe un altro colpo da assorbire dopo quello del no al ‘La Traviata’ transgender nelle scuole. Il 10 aprile non è così lontano e a breve le riserve dovranno essere sciolte. Non si può certo aspettare il giorno prima. A meno che il silenzio non significhi che l’amministrazione lasci il patrocinio all’evento. A quel punto saranno gli azzurri a borbottare, e non è una posizione comoda visto che sono la componente più calda all’interno della maggioranza. Per il primo cittadino sarebbe ideale chiudere la partita in stallo ma si sa, a scacchi la percentuale che ciò accada è molto bassa e devono verificarsi determinate condizioni che al momento non ci sono.
La cosa più deludente della questione è l’incapacità della politica di fare i conti con la storia. Rimpallarsi tra tifoserie le responsabilità delle tragedie del passato è quanto ci sia di più lontano dall’analisi storica. Oltre che lo spettacolo indecoroso, offerto ma non richiesto. Certo, esistono i fatti e le loro interpretazioni. Così come è fondamentale comprendere le sensazioni, le emozioni, le pulsioni che hanno portato a determinati eventi. Da ciò possono svilupparsi letture differenti, a volte contrastanti. Questo non significa però che dalla comprensione dei fatti si deve escludere una serie di concatenamenti di cause ed effetti perché ‘scomodi’ alla propria appartenenza politica. Con questi atteggiamenti, al momento la politica non è matura per leggere il passato.
Patrocinio del Comune all’evento con Gobetti, insorge il centrodestra: «Revocatelo»
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