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Incontro Anpi con Gobetti. Sgariglia (CasaPound) scrive a Calcinaro: «Revochi patrocinio e concessione della sala»

FERMO - Il dirigente locale di CasaPound scrive al primo cittadino contestando la concessione del patrocinio da parte del Comune e dell'auditorium San Filippo: «Un'amministrazione comunale ha il dovere di sostenere la cultura della verità e non  personali tesi storiografiche»

Michele Sgariglia

CasaPound Fermo non ci sta, non accetta la concessione di una sala comunale e del patrocinio, dal parte del Comune, all’incontro con Eric Gobetti. E il dirigente locale di Cp, Michele Sgariglia, scrive al Sindaco Calcinaro.
«Caro Paolo Calcinaro – si legge nella lettera di Sgariglia la primo cittadino – voglio credere che sia solo una svista (…) ma vedere la concessione di una sala comunale e il patrocinio della città di Fermo ad una conferenza di Eric Gobetti, mi fa ribollire il sangue nelle vene». L’esponente di Cp non digerisce la posizione di Gobetti «sulla grande tragedia delle Foibe». L’incontro con Gobetti è, infatti, in programma per il prossimo 10 aprile, alle 21, all’auditorium San Filippo. E nella locandina si legge “Uso e Consumo della Storia: una narrazione consapevole”.
«A titolo personale, per il rispetto reciproco che ha sempre contraddistinto il nostro rapporto, seppur nelle diverse posizioni politiche, e come dirigente locale di CasaPound,  ti chiedo che il nome della città di Fermo non sia accomunato ad un evento del genere.  Conosco e faccio appello alla tua onestà intellettuale, come in quella degli assessori Ingrid Luciani, Alessandro Ciarrocchi, Alberto Maria Scarfini, Mauro Torresi (non me ne vogliano gli altri, ma non li conosco personalmente) affinché vengano revocati patrocinio e concessioni di sale comunali all’iniziativa. «Un’amministrazione comunale ha il dovere di sostenere la cultura della verità e non  personali tesi storiografiche (…)».
«Una conferenza simile – conclude, nella sua missiva, Sgariglia – organizzata ad Ascoli lo scorso 23 febbraio ha suscitato indignazione generale e ha visto la condanna di molte autorità, a partire dalla vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, Giorgia Latini, all’assessore regionale Andrea Maria Antonini e di molti altri esponenti politici».

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