
di Sandro Renzi
La gestione del porto peschereccio passa alla Sgds Multiservizi. Il piano sarebbe stato elaborato dalla municipalizzata rivierasca e sottoposto all’esame della giunta Vesprini che sta cercando una strategia di medio termine per garantire un futuro alla infrastruttura, sia per la parte pubblica che per quella data in concessione, al netto delle dispute giudiziarie tra Comune e società Marina che potrebbero avere un primo epilogo a luglio. La proposta arriverà la prossima settimana in 1° Commissione, quella guidata da Renzo Petrozzi, prima di finire sui banchi del Consiglio comunale. E’ il secondo punto all’ordine del giorno, dopo l’accorpamento al demanio stradale di alcune particelle di uso pubblico ed intestate ai privati con particolare riferimento a via Michelangelo (ma si tratta comunque di un passaggio squisitamente tecnico), ben più politico dunque è il tema dell’affidamento dei servizi portuali alla Sgds.
Si tratta, sia ben chiaro, di quelli che riguardano il porto peschereccio, compresa dunque la pompa di gasolio oltre a tutto il discorso riguardante la manutenzione delle banchine piuttosto che quella del mercato ittico. Si ritiene che questa mossa possa contribuire da una parte a ridurre gli interventi diretti del Comune e quindi a garantire qualche risparmio alle casse pubbliche e dall’altra, potenziando le attività della Sgds, a rinforzarne i precari bilanci. Mentre, come noto, il Pic pesca è attualmente in mano alle cooperative ittiche. I più maliziosi ritengono che si tratti di un banco di prova per la società a capitale pubblico in vista di una attribuzione ipotetica, per ora, anche della gestione della parte turistica alla stessa Sgds. Non a caso, tra le proposte allo studio dell’Amministrazione di centrodestra, come noto, ci sarebbe la possibilità di affidare l’area in concessione al Marina alla municipalizzata qualora si dovesse arrivare, per vie legali, ad una revoca della concessione stessa alla società di cui Renato Marconi è l’Ad. Ipotesi di fronte alla quale gli uffici non intendono trovarsi spiazzati. Il piano B potrebbe essere uno spacchettamento con relativo affidamento a più soggetti dei servizi che occorre garantire ai diportisti. Certo è che nell’uno o nell’altro caso il Comune di troverebbe a far fronte ad una situazione complessa sotto tanti punti di vista, da quelli amministrativo-contabili a quelli tecnici.














