Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Licio Livini, presidente dell’Istituto Oncologico Marchigiano di Fermo.
«Una vita sana e dignitosa è un diritto di tutti ed agire per garantirlo è un obbligo morale che contribuisce a costruire una società che ha riguardo della vita, una società onesta ed umana. Quanto più numerosi sono i fattori di rischio per la salute, tanto più diventa strategico il tema del diritto alla salute, della prevenzione e dell’accesso alle cure mediche ed i vantaggi che ci sarebbero se l’accesso alle cure fosse uguale per tutti e se ci fossero più risorse a disposizione.
Investimenti importanti sulla prevenzione e sulla ricerca è quanto di meglio si possa fare di fronte ad una popolazione che invecchia e di fronte alle tante cronicità. L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 ha mostrato che gli interventi di Sanità Pubblica sono fondamentali per lo sviluppo economico e sociale di un Paese, dove la salute di tutti dipende dalla salute di ciascuno e questa drammatica recente esperienza ha rimarcato inoltre come uomo, animali e ambiente siano fortemente connessi in una relazione di interdipendenze facendo porre particolare attenzione ai determinanti sociali e ambientali.
Il territorio deve essere in grado di rispondere con tempestività ai bisogni della popolazione, sia in caso di un’emergenza, sia per garantire interventi di prevenzione (screening oncologici, vaccinazioni, individuazione dei soggetti a rischio, tutela dell’ambiente, ecc.) e affrontare le sfide della promozione della salute e delle diagnosi precoci. Considerato che il territorio è fatto di persone e cose, e se l’uomo è misura di tutte le cose come diceva Dante, significa riconoscere che la salute, individuale e collettiva, è un processo il cui equilibrio è determinato da fattori sociali ed economici oltre che biologici, e le comunità costituiscono il luogo d’eccellenza degli interventi di promozione della salute, sia diffondendo informazioni e conoscenze sull’importanza di uno stile di vita salutare, sia offrendo opportunità per facilitarne l’adozione di
programmi preventivi.
Da qui debbono partire gli impegni delle istituzioni orientati a promuovere programmi di intervento in grado di ridurre i fattori di rischio e di potenziare i fattori protettivi attraverso lo sviluppo di strumenti di prevenzione che sono rappresentati da: a) interventi e progetti di educazione alla salute destinati a cambiare abitudini e comportamenti scorretti ed ad ostacolare la insorgenza di patologie
derivanti dalle cronicità e dall’invecchiamento della popolazione b) indagini epidemiologiche e interventi rivolti a gruppi di popolazione target (screening) c) screening per malattie croniche degenerative.
Vogliano essere queste delle riflessioni profittevoli per istituire un network di governance di ambito provinciale in grado di dare vita ad una sorta di Patto Comunitario Locale siglato da Enti della Pubblica Amministrazione (Sanità-Scuole-Comuni-Ambiti Sociali-Ambiti Lavorativi-Associazioni di Categoria-OO Sindacali Confederali-Associazioni Onlus-Altri) e che sia di valore inclusivo per il Piano Socio-Sanitario Regionale.
A tal punto diventa fondamentale il coinvolgimento e il raccordo di tutte le energie istituzionali, culturali e sociali presenti a livello territoriale e regionale per garantire un sistema di intervento complessivo che metta in sinergia le risorse umane, professionali, tecniche, organizzative, sociali e finanziarie, necessarie, apprezzando e valorizzando il patrimonio delle esperienze maturate ed il ruolo di tutti i soggetti che concorrono al fine senza profittevoli scopi. Nell’occasione va sottolineato l’impegno delle tante Associazioni Onlus che lavorano per sviluppare la cultura della prevenzione, per garantire la tutela dei diritti delle persone, per rispondere ai bisogni ed alle esigenze di chi troppo spesso non ha voce. Tutelare la salute significa favorire ed incentivare la partecipazione attiva delle persone alla vita sociale e dare un contributo per una società più giusta ed inclusiva».















