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La classifica del risparmio: Fermo solo al 98° posto. Accantonati nel 2022 circa 226 milioni di euro

RISPARMIO - Si risparmia di meno nella provincia di Fermo. Tra il 2019 ed il 2022 la propensione a mettere da parte i soldi per fare fronte alle emergenze o agli inconvenienti è calata al 6,8% nel rapporto tra risparmio e reddito disponibile. La provincia ha perso una posizione, arretrando al 76° posto nella classifica che raggruppa ben 111 provincie. 

di Sandro Renzi

Si risparmia di meno nella provincia di Fermo. Tra il 2019 ed il 2022 la propensione a mettere da parte i soldi per fare fronte alle emergenze o agli inconvenienti è calata al 6,8% nel rapporto tra risparmio e reddito disponibile. La provincia ha perso una posizione, arretrando al 76° posto nella classifica che raggruppa ben 111 provincie. Sono i biellesi il popolo più “oculato” d’Italia, con una propensione al risparmio del 15,4% del proprio reddito disponibile nel 2022. Seguono gli abitanti di Vercelli (13,8%) e Asti (13,1%). Mentre sul fronte opposto a Ragusa, Crotone e Siracusa le famiglie riescono a mettere da parte solo il 4,6% del loro reddito.

Nel complesso, è al Nord ovest che la popolazione mostra una maggiore capacità di risparmio (10,8%), contro una media nazionale dell’8,4%, con picchi dell’11,1% in Piemonte, “tallonato” dalla Lombardia (10,8%) e dall’Emilia Romagna (10,1%). Sono però i residenti del sud a faticare di più a mettere da parte i soldi,  anche a motivo delle minori entrate.  È quanto emerge dalla prima indagine che quantifica la propensione al risparmio delle famiglie a livello provinciale realizzata dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne.
«Se in valore assoluto le due “capitali” del Paese, Milano e Roma, concentrano il 18,4% del risparmio del Paese, molto diversa è la situazione rapportata al reddito delle famiglie che, invece, premia la provincia italiana. A testimonianza di un ruolo ancora forte di queste realtà più piccole di potere alimentare anche il processo di investimenti delle imprese familiari locali». È quanto ha sottolineato Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne che aggiunge «la geografia del risparmio conferma le distanze tra il settentrione e il meridione, frutto in primo luogo della diversa entità del reddito disponibile. Nelle prime 20 posizioni della classifica provinciale della propensione al risparmio degli italiani ben 19 sono del Nord. Mentre sul fronte opposto ben 18 province del Sud occupano le ultime 20 posizioni della graduatoria».

E’ nelle piccole province che le propensioni al risparmio sono più elevate. A riuscire a mettere da parte un pò del proprio reddito sono soprattutto i residenti nelle province con una rilevante presenza di nuclei familiari stranieri. «In particolare, nelle 48 province che hanno una incidenza di famiglie composte unicamente da stranieri superiore a quella media nazionale, la propensione al risparmio si attesta al 9,1% contro il 7,5% del complesso delle altre province». Chi riesce ad accantonare di più rispetto alla media è il sigle. Nelle 45 province nelle quali la quota di famiglie monocomponente supera la media nazionale la propensione al risparmio è del 9,1%, contro l’8,1% del dato nazionale.

Tornando alla nostra Regione, le Marche nel 2022 hanno fatto registrare risparmi per 2.343,2 euro (in milioni di euro) con una propensione al risparmio del 7,5%. Tra le cinque province svetta Ancona (38° posizione) dove la propensione al risparmio è dell’8,4%, con quattro posizioni scalate. L’ultima è quella di Fermo che scende addirittura al 98° posto su 111 quando si ha a che fare con i valori assoluti: i residenti sono riusciti a mettere da parte solo 226,45 milioni di euro nel 2022, con una variazione percentuale del 3,8% rispetto al 2019. 


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