di Redazione
Classe 1979, una vita in campo da calciatore ricoprendo tutti i ruoli del pacchetto difensivo, dapprima nel Fermo ’90, poi nelle giovanili della Fermana insieme a gente del calibro di Portanova, Furiani e Pelliccia (formazione Beretti).
In Promozione con addosso la maglia del Campiglione, prima di vestire nella medesima categoria la casacca del Grottazzolina. A seguire il Tirassegno, tra Seconda e Terza categoria, partecipando a due vittorie di campionato. Dal 2012 eccolo nelle vesti di tecnico, partendo dal Real Viola, successivamente alla Juniores dell’Atletico Porto Sant’Elpidio, poi alla guida del Tirassegno in Seconda categoria sino all’esordio in Prima, con la missione salvezza centrata al Salvano. Francesco Carboni (nella foto) ha infatti conquistato l’obiettivo di restare nel prestigioso palcoscenico dilettantistico, al timone della matricola del quartiere di Fermo, battendo nel playout l’Usg Grottazzolina per 3-1 (centri di Tracanna, Traini e Zira).
«Sono stato chiamato ai primi di novembre, quando la squadra navigava in acque decisamente agitate: ultima in classifica con un solo punto maturato in sette giornate – l’inizio del racconto di Carboni -. Non è stato facile accettare, subentrando a mister Massimo Perra perché, oltre ad essere una persona che stimo, con l’ex Fermana ci sentivamo spesso per scambiarci informazioni su giocatori e squadre. Ho un bel rapporto con lui, tanto che continuiamo a sentirci anche adesso. Giungendo al lavoro sul campo: il tempo di conoscere la squadra e subito il mercoledì a seguire ecco il primo impegno ufficiale, vale a dire il recupero in casa del Castignano, vinto 3-2. L’ambiente aveva proprio bisogno di tornare a sorridere ed a scrollarsi di dosso il brutto periodo di fine autunno. Fortunatamente siamo riusciti ad ottenere 13 punti prima di Natale, sembrava che fossimo quindi riusciti ad invertire la tendenza, nonostante continuassimo a subire troppi gol».
Dall’arrivo al Salvano al giro di boa di campionato. «Nel girone di ritorno non siamo partiti benissimo, nonostante le vittorie interne con Comunanza e Sangiorgese continuavamo a commettere i soliti errori, errori imputabili alla poca attenzione ed alla mancanza di letture nelle giocate avversarie. Tutto ciò nonostante ci allenassimo bene, con frequenza ed intensità. I risultati ci hanno portato ad una perdita di fiducia ed autostima in noi stessi. Pian piano, però, ci siamo risollevati dopo le tante difficoltà che possono emergere nei momenti delicati, attraverso la forza di volontà dei ragazzi stessi, con la voglia di non mollare fino a quando la matematica non ci avesse condannato ai playout. Proprio quando sembrava che potessimo raggiungere la salvezza diretta, sono arrivate due brutte sconfitte. La prima proprio in casa della Usg Grottazzolina, gara dove eravamo in vantaggio fino al minuto 70, in pieno controllo del match, per poi far riaffiorare i fantasmi dei soliti errori individuali. In ultimo la trasferta ad Acquasanta, anche lì eravamo in vantaggio prima di sprofondare. In quel frangente ho temuto il contraccolpo psicologico, invece durante la settimana a venire, previo confronto, ci siamo ricompattati e siamo giunti alla consapevolezza che potevamo farcela».
«Nelle ultime due settimane ho visto uno sguardo diverso nei miei giocatori: attenzione maniacale nei dettagli ed allo stesso tempo serenità e tranquillità di chi sa cosa dover andare a fare. Sabato scorso, nella partita che valeva la stagione, la nostra interpretazione è stata lucida e puntuale sotto ogni punto di vista – l’epilogo di stagione di Carboni, transitato per lo spareggio playout contro l’Usg Grottazzolina -. Al triplice fischio non sono riuscito a trattenere le lacrime, per un risultato meritato da un gruppo fantastico, dove tanti ragazzi sono diventati veri uomini. Per le emozioni di stagione ringrazio tutto il mio staff, la dirigenza e chi mi ha scelto al tramonto del 2025 dimostrandomi fiducia nonostante fossi un debuttante in categoria. Ora, però, è il momento di staccare la spina e di godersi un po’ di riposo. Per il futuro sono disposto a valutare eventuali proposte sportive, sono pronto a rimettermi in gioco laddove si presenti un progetto stimolante o una sfida avvincente come quella appena consegnata agli archivi».
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